Pagina:Salgari - I naviganti della Meloria.djvu/46

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cadere, di tratto in tratto, dei larghi goccioloni, e talvolta anche dei veri getti d'acqua.

Certamente le rocce che formavano le vôlte, dovevano essere di natura assai porosa, per lasciar trapelare l'acqua delle valli di Zenare e di Porzile, e fors'anche del canale di Porzone, poiché, secondo i calcoli del dottore, il tunnel doveva passare sotto quei terreni paludosi ed anche in prossimità di quel corso d'acqua artificiale.

L'effetto che produceva quella pioggia era strano, anzi un po' impressionante, specialmente pei tre pescatori. Il rumore si propagava sotto le infinite vôlte con una monotonia desolante, irritando stranamente i nervi.

Ben presto però quelle filtrazioni cessarono, indizio certo che il canale ormai si prolungava sotto la terra solida.

– Dove credete che ci troviamo? – chiese ad un tratto padron Vincenzo al dottore, il quale stava guardando attentamente una carta della provincia d'Adria.

– Sotto o nei pressi di Cavarzare – rispose il signor Bandi.

– Di già?

– La corrente ci porta con una notevole velocità, Vincenzo.

– Udite? Ricominciano le filtrazioni.

– Non mi stupiscono.

– Perché?

– Dobbiamo essere vicini all'Adige.

– Per mille merluzzi!... Brrr!...

– Cosa avete, Vincenzo?

– Pensavo al letto di quel fiume.

– Volete dire?

– Se le vôlte, corrose dall'acqua che vi passa sopra, dovessero cedere?

– Noi morremmo come i topi sorpresi nelle chiaviche da un furioso uragano.

– Mi fate venire la pelle d'oca, dottore.

– Oh! Non v'è pericolo, Vincenzo. Se la vôlta ha resistito per tanti secoli, non ci piomberà addosso oggi.

– Signore – disse in quell'istante Michele. – Scorgo un'apertura sulla nostra destra.

Il dottore si era vivamente voltato, alzando la torcia per meglio vedere.

Una grande spaccatura capace di lasciar passare anche una nave di modeste proporzioni, s'apriva nella parete del canale. Pareva che non fosse stata fatta dall'opera dell'uomo, poiché i margini erano irregolarissimi e bizzarramente dentellati. Probabilmente conduceva in qualche grande caverna naturale.

– Andiamo ad esplorarla – disse il dottore. – Forse troveremo un posto ove sbarcare e riposare con maggiore comodità.

La scialuppa virò di bordo e s'accostò a quella squarciatura lentamente, per tema che qualche roccia nascosta sott'acqua lacerasse il tessuto che serviva di rivestimento.