Pagina:Salgari - I naviganti della Meloria.djvu/50

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– È qui, signore – rispose Michele.

– E la corda?

– Non v'è più.

– Siete certi?

– Certissimi – rispose Vincenzo.

– Potete esservi ingannati!...

– Non è possibile.

– Uno zolfanello! Presto, uno zolfanello!

Padron Vincenzo, arrabbiato fumatore, non era mai sprovvisto. Si frugò precipitosamente nelle tasche, e trovata la scatola, accese un cerino.

La piccola fiamma ruppe l'orrenda oscurità che regnava sovrana nella grande caverna, proiettando la luce sull'acqua gorgogliante.

Un nuovo urlo irruppe dalle gole dei tre uomini:

– Scomparsa!...

I tre disgraziati si guardarono in volto l'un l'altro con terrore. Un breve silenzio regnò fra di loro, mentre la luce del cerino impallidiva rapidamente.

Roberto, che era rimasto a guardia delle coperte, ruppe per primo quell'angosciosa pausa.

– Deve essere stata l'onda a spezzare la fune – disse.

– Dottore, noi siamo perduti, è vero? – chiese padron Vincenzo, con voce abbastanza ferma.

– Perduti forse no... ma che la nostra situazione sia gravissima, non ve la nascondo – rispose il signor Bandi.

– Credete che la scialuppa possa essere stata sommersa da quell'ondata?

– No, di questo sono certo.

– Da che cosa lo arguite?

– Qualcuna delle nostre numerose casse o qualche barile sarebbe stato spinto verso la spiaggia.

– Allora voi avete la speranza di ritrovarla ancora?

– Forse.

– Udiamo, signore: credete che la scialuppa sia stata spinta lontano?

– L'ondata non può averla trascinata molto al largo – rispose il dottore. – Forse, mentre noi la crediamo perduta, si trova a pochi passi da noi.

– Ma siamo nell'impossibilità di poterla scorgere.

– Questo è vero, poiché anche la lanterna è stata portata via dall'onda.

– Signore, – disse Michele, – si potrebbe tentare qualche cosa?

– Spiegati.

– Gettiamoci in acqua, e cerchiamola.

– Con questa oscurità?

– Il caso può condurci verso di essa.

– Proviamo, amici. Tutto dobbiamo tentare, poiché senza la scialuppa non so che cosa potrebbe accadere di noi.