Pagina:Salgari - I naviganti della Meloria.djvu/88

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Le scosse ed i rombi continuavano, mentre dalle vôlte ormai spaccate piombavano nella caverna nuovi massi, i quali rimbalzavano dappertutto, sminuzzandosi. Di quando in quando delle intere rupi precipitavano con un cupo rimbombo, facendo traballare il suolo.

Intanto dalla estremità opposta della galleria, il vulcano ruggiva tremendamente. Bagliori sinistri illuminavano di quando in quando le rocce, e ondate di fumo denso e fetente passavano dinanzi al rifugio dei pescatori e del dottore.

Senza dubbio le lave montavano rapidamente su per l'abisso e vi era da temere che si riversassero nella galleria come un torrente di fuoco.

Il dottore, a rischio di ricevere qualche macigno sul capo, dopo d'aver raccomandato ai suoi compagni di non muoversi, si era trascinato fino al vano per vedere come stavano le cose dalla parte del vulcano.

Dalla squarciatura che metteva nell'abisso, irrompevano vampe e nuvoloni di fuoco; fino allora nessun getto di lava si era rovesciato nella galleria. Dai bagliori però che si riflettevano sulle rocce, si poteva arguire che le materie liquide non dovevano essere molto lontane.

– La nostra situazione si aggrava – disse, tornando rapidamente verso i tre pescatori. – Noi corriamo il pericolo di venire assediati da un fiume di fuoco.

– Che le lave tocchino già l'orlo della squarciatura? – chiese padron Vincenzo, con ansietà.

– Credo che non siano ancora giunte fino là, ma non tarderanno a fare la loro comparsa.

– Se si rovesciano in questa galleria, noi non potremo più uscire, dottore. Verremo bruciati vivi.

– Forse questo pericolo potremo evitarlo. Il suolo della caverna è ormai coperto di massi e obbligheranno le lave a dividersi.

– Vorrei essere sul battello.

– Anch'io, Vincenzo.

– Se provassimo ad uscire?

– Volete farvi schiacciare? Non udite i macigni piombare dall'alto.

– E se le lave invadono questo nostro rifugio?

– Si trova qualche metro più alto del livello del suolo.

– E se il fiume di fuoco aumentasse?

– Questo pericolo non esiste, poiché essendo la galleria in pendìo, le lave si rovesceranno verso il lago.

– E la nostra scialuppa?

– Bah! È lontana dalla gola che noi abbiamo seguìta per giungere fin qui.

– Tuttavia vi dico...

La frase gli fu spenta da uno scoppio spaventevole, seguìto da un rovinìo orrendo delle vôlte. Per un istante parve che l'intera galleria dovesse crollare e che il vulcano fosse scoppiato, ma le enormi pareti di granito, quantunque tremendamente scosse, non cedettero. Solamente in alto franarono nuovamente le vôlte lasciando cadere al suolo una quantità prodigiosa di macigni.