Pagina:Salgari - I pescatori di trepang.djvu/80

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
78 capo viii.

d’essersi sfiatati senza frutto e di aver perduto quasi tutti i loro boomerangs, i quali non potevano più ritornare nelle loro mani, non trovando un punto d’appoggio sull’acqua della baia, si erano gettati sui depositi di trepang, divorando le olutarie con avidità bestiale.

Però ai piedi delle rocce si vedevano a fiammeggiare dei grandi fuochi, segno evidente che stavano preparando gli arrosti di carne umana.

Alle due pomeridiane le botti d’acqua erano state vuotate e la zavorra era stata gettata tutta in mare, alleggerendo la nave d’un peso di circa quaranta tonnellate. Il capitano però, onde rendere più certo lo scagliamento, aiutato dal vecchio marinaio lavorava accanitamente per trasportare a babordo le provviste di viveri, le casse dell’equipaggio e tutti gli oggetti più pesanti, per alleggerire vieppiù il tribordo che si appoggiava sul banco.

Cornelio e Hans erano invece risaliti in coperta ed esaminavano il banco sabbioso, che l’alta marea rendeva sempre meno visibile, innalzando l’acqua della baia.

– Credi che riusciremo a rimetterci a galla? – chiese Hans a Cornelio.

– Lo spero – rispose questi – poichè non sarà un’alta marea ordinaria, mi disse lo zio.

– L’acqua s’innalzerà lungo questa costa più del solito?

– Sì, Hans, poichè questa regione oggi è sotto l’influenza diretta della luna.

– È vero – disse il capitano, che era ritornato in coperta. – Alle quattro e trenta noi avremo un’alta marea straordinaria.

– Ma non sono sempre eguali le maree, zio?

– No, Hans.

– Ma non sono prodotte dalle correnti marine?

– No, dall’attrazione lunare e un po’ anche dall’attrazione solare.

– Non riesco a comprendere questo fenomeno, zio. Questo innalzarsi e abbassarsi del livello dei mari ogni sei ore, è per me inesplicabile.

– Lo credo, poichè ha imbarazzato per lunghi secoli anche degli eminenti scienziati. Gli antichi chiamavano questo fenomeno la tomba della curiosità umana, quantunque alcuni astronomi e scienziati romani, quali Cleomede, Plinio e Plu-