Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/133

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– Non ci sorprenderanno le sentinelle?

– Dormono.

– Perché O-Rea vuole salvarci?

– Ve lo dirò più tardi; i minuti sono troppo preziosi in questi momenti. Aiutatemi a smuovere questo bambù e uscirete.

Sao-King e Ioao afferrarono la grossa canna e con reiterate spinte riuscirono in breve a strapparla, mentre l'inviato di O-Rea ne levava una terza a destra.

Il cinese si nascose il coltello sotto la fascia, poi passò attraverso la breccia, subito seguìto dal giovane peruviano.

L'isolano dopo d'aver dato uno sguardo ai guerrieri che sonnecchiavano presso il fuoco, tornò indietro, dicendo:

– Seguitemi e non parlate.

Attraversarono il villaggio rasentando le capanne per mantenersi nell'ombra e giunsero, senza aver incontrato alcuno, sul margine della boscaglia.

– Non avrete paura a seguirmi? – chiese l'isolano a Sao-King.

– No – rispose il cinese.

E si slanciò senz'altro sotto le piante, le quali proiettavano un'ombra così fitta, da non permettere quasi di discernere i tronchi.

L'isolano li precedeva, scostando i rami che avrebbero potuto ferirli.

Pareva che quell'uomo avesse gli occhi dei gatti, perché si avanzava senza mai esitare e senza urtare contro i tronchi delle piante.

Avevano percorso tre a quattrocento metri, quando Sao-King si arrestò, dicendo:

– Dove ci conduci?

– Alla spiaggia dove vi aspetta una piroga – rispose l'isolano.

– Mi pare invece che voltiamo le spalle al mare.

– Presto piegheremo e torneremo alla baia. Vi faccio attraversare questa parte della foresta per far perdere le nostre orme.

Avevano ripreso la marcia, quando d'improvviso cadde addosso al cinese ed al giovane peruviano qualche cosa che li avvolse strettamente, riducendoli all'impotenza.

Nel medesimo istante si udì una voce a loro ben nota, a dire:

– Presto, gettateli sui palanchini e portateli alla spiaggia.

Sao-King aveva mandato un urlo di furore:

– L'uomo biondo! Ah! Cane!

Tentò di levare il coltello che aveva nascosto sotto la fascia, essendosi accorto d'essere stato imprigionato in una rete, ma gli riuscì impossibile muovere le braccia per tagliarla.

– Sarà per più tardi – mormorò. – Strapperò il cuore a quel miserabile!

Alcuni uomini, probabilmente i selvaggi che lo avevano seguìto al villaggio, avevano sollevati i due prigionieri gettandoli ruvidamente su due palanchini formati di rami intrecciati e legandoli.