Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/147

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Accortosi d'essere prigioniero, si contorse mandando un rauco sospiro simile al tuono udito ad una gran distanza, poi cominciò a dibattersi con furore, facendo sforzi prodigiosi per liberare la coda che il laccio stringeva sempre più.

– Attenzione, signor Ioao! – gridò il cinese.

Si era levate le scarpe e la giacca ed aveva impugnata la navaja.

Strinse la mano al giovane, poi si precipitò nel pozzo sollevando uno sprazzo di spuma.

Affondò alcuni metri, poi tornò rapidamente a galla e aggrappandosi ad una pinna dorsale del mostro, si mise a tempestarlo di coltellate squarciandogli il fianco destro.

Ben presto un cerchio sanguigno avvolse uomo e squalo.

La corda, estremamente tesa, era diventata rigida, però non cedeva.

Ioao, curvo sul pozzo, colla fronte bagnata di sudore, i lineamenti alterati, cercava di scoprire, attraverso il sangue che si diffondeva per la caverna, il suo compagno.

A volte vedeva emergere il braccio armato, per poi abbassarsi con vigore.

L'acqua spumeggiava e rimbalzava, con dei muggiti che l'eco della caverna centuplicava.

La lotta durava da qualche minuto, quando Ioao udì la voce di Sao-King:

– Lo squalo è morto!

– Risali, Sao-King – disse Ioao.

– No: nuoto diritto verso l'uscita.

– Devo seguirti?

– Aspettate!

Il cinese si era rituffato tenendo il coltello fra i denti.

L'alta marea aveva coperta interamente la caverna, ma Sao-King aveva veduta l'uscita a quindici o venti passi di distanza e si dirigeva da quella parte nuotando sott'acqua.

Quel tragitto era un semplice giuoco per lui, palombaro e nuotatore abilissimo. In pochi secondi poteva compierlo e uscire all'aperto.

Già stava per raggiungere l'apertura, attraverso la quale la luce entrava a fiotti, quando vide un'ombra apparire bruscamente fra lo squarcio delle rupi.

Sao-King si era ripiegato su se stesso lasciandosi portare verso la vôlta della caverna.

Era un altro pescecane che stava per entrare od un altro nemico più pericoloso?

Avendo quel nuovo avversario occupato col suo corpaccio l'entrata, la caverna era diventata così oscura, da impedire a Sao-King di poter capire con quale abitante del mare aveva da misurarsi.

Mentre rimaneva perplesso, non sapendo se impegnare la lotta