Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/196

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Il vascello stava allora per virare di bordo a meno di cinque gomene, per non andarsi ad infrangere contro le scogliere dell'isola.

Al pari dell'Alcione lottava penosamente, ma essendo molto più alto di bordo, resisteva meglio alla furia delle onde. Nondimeno pareva che non dovesse riuscire a superare il difficile passo, perché il vento lo respingeva verso il mare delle Nuove Ebridi.

Sao-King, approfittando del momento in cui i pirati s'accanivano contro la randa, trasse il giovane sul castello di prora dove, legati alla murata, vi erano parecchi salvagente.

– Signor Ioao – disse. – Siete deciso?

– Sì, Sao-King.

– Giuochiamo la nostra vita.

– Si tratta di salvare mio fratello.

– Passatevi il salvagente e attento all'onda. Mi terrò presso di voi.

Con un colpo di coltello staccò un gherlino e legò i due anelli di sughero lasciando, fra l'uno e l'altro, alcuni metri di corda.

In quell'istante una montagna d'acqua correva addosso alla nave, muggendo cupamente.

S'infranse con impeto irresistibile sulla prora dell'Alcione, spazzando il castello.

Quando scomparve dall'altra parte, Sao-King e l'animoso giovane non si trovavano più al loro posto.

Nel medesimo istante l'Alcione, sotto la vigorosa mano di Strong, superava il capo scomparendo fra le tenebre in direzione del mar del Corallo.



28.

IN BALÌA DELLE ONDE


I due coraggiosi, che pur di salvare i loro compagni non avevano esitato ad affrontare la morte, appena trascinati via dall'ondata gigantesca che aveva investita la prora della nave, erano stati subito precipitati in un avvallamento enorme.

Dinanzi e dietro di loro, due vere montagne d'acqua, nere come se fossero composte di pece liquida, si correvano addosso, muggendo orribilmente, colle creste irte di spuma fosforescente.

Il gherlino che univa i due anelli di sughero, nuovo e molto resistente, non si era spezzato, sicché i due nuotatori si erano ritrovati a cinque o sei passi l'uno dall'altro.

– Coraggio! – aveva gridato il cinese al giovane peruviano. – Il vascello non deve essere lontano. Attento a superare la cresta.

L'onda che li seguiva si precipitava addosso a loro con mille muggiti.