Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/237

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Era una vera torpedine della specie marmorizzata, una delle più terribili perché può produrre tali scariche da abbattere perfino un uomo e da lasciarlo intorpidito per vari minuti.

Questi strani pesci che sono comuni anche nel nostro Mediterraneo, al pari dei gimnoti che abitano i fiumi dell'America del Sud, sono dotati d'un apparecchio che si può paragonare ad una vera batteria elettrica, composta di dischi di una sostanza speciale, omogenea e semitrasparente.

Nulla manca a quell'apparecchio che ha i suoi poli e le sue correnti regolari le quali però si esauriscono dopo le prime scariche.

Quella batteria è d'una grandissima utilità per tali pesci, perché essendo cattivissimi nuotatori, difficilmente potrebbero provvedere al loro nutrimento.

Grazie però alla loro potenza elettrica che fulmina a distanza, si rendono subito padroni della preda e si sbarazzano anche dei loro avversari.

– Chi direbbe che in questo corpo così piatto si celi una pila – disse Ioao il quale guardava con viva curiosità la torpedine.

– E che buona pila! – disse Joe. – È così potente che toccando questi pesci con un bastone, se ne riceve la scossa.

– Una brutta sorpresa pei pescatori.

– Sì, perché anche quando vengono presi nelle reti fanno sentire le loro scariche, anzi diventano più intense quando le maglie sono bagnate.

– E dove l'hanno la loro batteria?

– Ai lati della testa, signor Ioao – rispose il marinaio.

– Mangiandolo non ne sentiremo alcun effetto, spero.

– Oh no, signore. Morto il pesce la batteria non funziona più ed ora ve ne darò la prova.

Essendosi i tizzoni quasi consumati, il marinaio passò attraverso la torpedine la bacchetta di ferro della sua carabina, poi la mise sulla brace tenendola a due palmi dal suolo mediante due rami biforcuti.

Ben presto un odore appetitoso che faceva venire l'acquolina in bocca al gigante, si sparse all'intorno confondendosi col profumo acuto sprigionato da una magnolia che cresceva a breve distanza.

– Mentre io sorveglio l'arrosto, Sao-King può procurarci della frutta – disse il marinaio. – Ho veduto delle noci di cocco sul margine della foresta.

– La cosa non sarà difficile – rispose il cinese. – Farò anzi un giro per accertarmi che nessuno verrà a disturbarci.

– Prendi la carabina – disse Ioao. – Le precauzioni non sono mai troppe su queste isole.

Il cinese obbedì e s'allontanò dirigendosi verso la insenatura, dove aveva anche lui veduto degli alberi da cocco carichi di frutta.

Erano trascorsi dieci minuti e la torpedine era già cotta, quando Joe udì le fronde della macchia agitarsi furiosamente ed un passo velocissimo.