Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/238

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


– Signor Ioao – disse, balzando rapidamente in piedi colla carabina in mano.

– Chi s'avvicina? – chiese il giovane, mettendosi prontamente in guardia.

Un momento dopo compariva Sao-King, ansante, sudato, coi lineamenti sconvolti.

– Presto! Spegnete il fuoco! – esclamò. – I selvaggi!

– Siete inseguito? – chiese Joe.

– No, non mi hanno veduto, ma stanno prendendo terra nella piccola baia.

– Quanti sono? – chiese Ioao.

– Ho veduto una doppia canoa piena.

– Sei certo di non essere stato scoperto?

– Ero in mezzo ad una macchia e poi molto lontano.

– Che vengano qui? – chiese Joe, il quale aveva gettato della terra sulla brace per spegnerla.

– Io non lo so – rispose Sao-King.

– Bisogna sorvegliarli – disse il marinaio. – Sono già sbarcati?

– No.

– Si dirigevano però verso la baia.

– Non distavano dalla spiaggia che tre o quattrocento passi.

– Signor Ioao, – disse il marinaio, – rimandiamo a più tardi la colazione e andiamo a vedere quale direzione prenderanno quei brutti antropofaghi. Così potremo poi regolarci sulla via da tenere.

– Condivido la vostra idea – rispose il giovane.

Joe sospese l'arrosto all'estremità d'un ramo onde qualche bestia non lo mangiasse, poi si mise in marcia seguendo Sao-King e Ioao.

Non vi erano più di trecento metri dal loro campo al margine della foresta, quindi quel tragitto fu compiuto in pochissimi minuti.

Quando giunsero presso gli ultimi cespugli, videro che i selvaggi erano di già sbarcati.

Erano una dozzina, tutti di statura alta e di forme quasi atletiche, colla pelle quasi nera ed una capigliatura abbondante e ricciuta raccolta intorno ad un pettine di legno come usano i vicini abitanti della Papuasia.

Alle anche avevano dei corti gonnellini di stoffa oscura, adorni di frange di fibre di cocco e alle braccia ed al collo monili di scagliette di madreperla, d'argento e di denti forse umani.

Tutti poi erano armati di lance, di mazze e di coltelli di pietra e qualcuno anche d'arco.

Mentre alcuni stavano trascinando sulla spiaggia il loro legno formato da due canoe unite insieme da un piccolo ponte volante e munito d'un albero sostenente una vela triangolare di vimini intrecciati,