Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/253

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– Cy...rillo!...

– Mille fulmini! – mormorò il marinaio. – Ed io stavo per fracassargli il cranio!

Cyrillo, poiché era ben lui, con una rapida mossa si era stretto al petto il bravo giovane.

– Tu!... Ioao!... Gran Dio!... Ma no... è impossibile!

Rideva e singhiozzava ad un tempo. Fortunatamente i canti e le urla dei banditi facevano rintronare la caverna.

– Tu!... Ioao!... È proprio vero che non sogno? – ripeteva il commissario tenendosi sempre stretto il fratello.

– Sì, sono io, mio povero Cyrillo – disse il giovane.

– Ti avevo pianto credendoti morto mentre invece sei venuto a salvarmi.

– Ed il signor Vargas? – chiese Sao-King.

– Come! Anche tu Sao-King! – esclamò Cyrillo. – Lascia che t'abbracci.

– Signori, – disse Dik, – non fermiamoci troppo qui. I banditi possono sorprenderci.

– E non dimentichiamo che a quest'ora la marea è forse cominciata a montare – aggiunse Joe.

– Dimmi dove si trova Vargas, fratello? – disse Ioao.

– Non è qui – rispose Cyrillo.

– No! – esclamarono ad un tempo Ioao, Sao-King e Joe con dolorosa sorpresa.

– Egli si trova a bordo della goletta.

– Mille milioni di fulmini! – esclamò Joe, dandosi un poderoso pugno sul cranio.

– Sei certo fratello? – chiese Ioao.

– Sì, l'ho veduto ieri.

– E non potremo salvarlo?

– Vi sono almeno venti banditi a guardia della nave.

– Signori – disse Dik. – La nostra missione per ora è finita. In ritirata!

– E Vargas? Non lo strapperemo noi a questi pirati? – chiese Ioao. – Lasceremo incompiuta la nostra impresa?

– Accontentiamoci pel momento di quanto abbiamo fatto – disse Joe. – Più tardi vedremo che cosa si potrà fare per togliere ai banditi anche il signor Vargas. Presto andiamocene.

– Ma sono incatenato – disse Cyrillo. – Io non posso camminare.

– Vi porterò io – rispose Joe. – Dik prendete una scure che ci servirà per tagliare gli anelli.

Joe stava per sollevare Cyrillo il quale aveva le gambe incatenate quando un tumulto spaventevole scoppiò nella caverna vicina.

Si udivano bottiglie e bicchieri ad infrangersi, bestemmie, urla di furore e tavole e sedie andare all'aria.