Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/52

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– Viva Sao-King! Viva il nostro capitano.

Un momento dopo quindici o venti uomini uscivano dal quadro portando delle torce accese, seguìti da tutta la turba ancora armata di scuri, di ramponi, di coltelli e di manovelle.

L'ufficiale argentino vedendoli avanzarsi come una banda di diavoli scatenati, ebbe un dubbio.

– Che Sao-King ci abbia promessa la vita per coglierci inermi? – pensò. – Ah! Vivaddio, non ci lasceremo scannare come montoni e se dobbiamo morire, salteremo tutti insieme.

Sul castello vi erano ancora due barili della capacità di quaranta libbre ciascuno, ripieni di polvere e che i marinai non avevano potuto imbarcare.

Afferrare una scure e sfondarli fu l'affare d'un istante.

– Cosa fate, signor Vargas? – chiese il commissario.

– Prendo le mie precauzioni, signor de Ferreira – rispose l'argentino.

Ciò detto staccò uno dei due fanali regolamentari e l'accese, tenendolo aperto.

I cinesi erano allora giunti sotto il castello e si preparavano a scalarlo.

– Fermatevi! – gridò l'ufficiale con voce tuonante. – Se fate un passo ancora, faccio saltare la nave.

Sao-King si era fatto innanzi.

– Che cosa significa questa minaccia? – chiese, con stupore.

– Vedo che i tuoi uomini sono ancora armati – disse l'argentino. – Noi non dobbiamo quindi credere ciecamente alle tue promesse.

– Avete torto – rispose il cinese. – Io giuro solennemente di mantenere ciò che ho detto: voi non avrete nulla da temere da parte nostra.

Quindi volgendosi verso la turba, disse con voce che non ammetteva replica:

– Gettate le armi: la nave ormai è nostra e la battaglia è finita.

Mentre i cinesi obbedivano senza fare alcuna osservazione, s'arrampicò sul castello, strinse la mano all'ufficiale ed a Ioao, poi si accostò al commissario che si era seduto su un mucchio di cordami.

– Signore, – disse con una certa nobiltà, – mi rincresce che uno dei miei uomini vi abbia ferito, ma noi tutti avremo cura di voi e facciamo voti per la vostra guarigione.

– Grazie Sao-King – rispose il signor de Ferreira. – Ci eravamo ingannati dubitando della tua riconoscenza.

– Non ho dimenticato il giorno in cui voi e vostro fratello affrontaste il capitano per difendermi. Lasciate che i miei uomini vi portino nella vostra cabina.

– Lo condurremo noi, Sao-King – disse l'ufficiale. – Aiutatemi, signor Ioao.