Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/57

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Un lampo più vivido degli altri, seguìto da un colpo di tuono assordante e da un'ondata che fece cappeggiare violentemente la nave, strappò l'ufficiale dalla sua immobilità.

L'uomo di mare si risvegliava, sentiva il pericolo.

– Orsù – disse. – È finita e nessuno più mai potrebbe ridare la vita a quei disgraziati. Pensiamo a salvare la nave.

– Che sia una vera tempesta? – chiese Ioao.

– E temo che si scateni con una veemenza inaudita – rispose l'argentino. – Vedo verso il sud una massa oscura che ingrandisce a vista d'occhio spiegando dappertutto i suoi tentacoli come una piovra immensa. È un ciclone che turbina nelle alte regioni dell'aria.

– Che cosa potremo fare noi, signor Vargas che non abbiamo braccia sufficienti per manovrare una così gran nave? – chiese il commissario.

– Ammaineremo tutte le vele non conservando che la gran gabbia. Il signor Ioao e Sao-King potranno incaricarsi della manovra, mentre mi metterò al timone. Non potendo far fronte all'uragano cercheremo di sfuggirlo.

– Dove ci troviamo noi in questo momento?

– A mezzodì eravamo a quattrocento miglia dalle Tonga-Tabù.

– Da qual parte s'avanza il ciclone?

– Da occidente.

– Andremo allora a dar di cozzo contro le Tonga-Tabù – disse Cyrillo.

– Cercheremo di evitarle, signor de Ferreira.

– E questi morti? Dovremo gettarli in mare? – chiese Ioao.

– S'incaricheranno le onde di spazzarli via.

– E porteranno via anche noi – disse il commissario.

– Confidiamo in Dio, signor Cyrillo.

Passando in mezzo ai cadaveri s'accostò a Sao-King e gli mise una mano sulla spalla.

– Vieni – gli disse, con voce dolce. – Tu non potrai farli risuscitare.

– È vero – rispose il cinese con voce cupa.

– Il mare ci dà battaglia e dovremo combatterla.

– A quale scopo?

– Bisogna vivere per la vendetta.

Il cinese udendo quelle parole era balzato in piedi come una tigre.

– Sì – diss'egli, con sorda ira. – Bisogna vendicarli! Cosa volete da me? Comandate...

– Tu sei stato marinaio in altri tempi.

– Comandavo una giunca di mia proprietà.

– Allora sai manovrare una vela.