Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/8

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belve furibonde, catene a sbattacchiare contro le pareti, poi dei colpi sordi come se delle travi percuotessero poderosamente i fianchi della grossa nave.

– Silenzio! – tuonò il bosmano. – Passate il morto o lo lasceremo imputridire fra voi! Via le mani o ve le faccio tagliare colle scuri.

Quella minaccia lungi dal calmare i cinesi rinchiusi nel frapponte come belve feroci, parve invece che aumentasse la loro rabbia.

Ad un tratto però una voce squillante come una tromba, s'alzò nel frapponte, dominando tutti quei clamori selvaggi:

– Largo alla morte!...

Come per incanto le grida cessarono e le mani abbandonarono le traverse della grata.

– Sao-King ha parlato – dissero cinquanta voci.

– Alzate le grate voi – disse il bosmano.

Un marinaio cacciò il gancio di ferro in una traversa e aprì gli arpioni, mentre gli altri s'aggrappavano alla corda passata in un boscello.

La pesante grata fu issata da un lato ed una seconda corda pure armata d'un gancio, fu calata nel frapponte.

Un uomo apparve portando sulle spalle un corpo umano privo di moto, coi lineamenti contratti, gli occhi orrendamente spalancati e la bocca contorta e lorda d'una schiuma sanguigna.

Il petto nudo era coperto di macchie lucenti, un po' rigonfie.

– Prendete – disse l'uomo che lo aveva portato.

– Amico – disse il bosmano, con un sorriso atroce. – Tu ti sei presa la peste portando questa carogna. Domani verremo a prendere la tua carcassa che i pescicani già aspettano.

– Purché non prenda invece io la tua vecchia pelle – rispose il cinese con voce cupa.

– Ah! Tu sei Sao-King, il capo dei coolies! – esclamò il bosmano, mentre un brivido gli correva per le ossa. – Ohe! Issate!

Il gancio era stato passato nella cintura di grossa pelle che stringeva i fianchi del morto e questi era rimasto isolato, dondolando all'estremità della corda.

– Issa dunque! – gridò il bosmano, ritirandosi precipitosamente, per paura che il morto lo toccasse.

– Corpo d'una fregata! – esclamò un marinaio. – Come pesa questo morto! Si direbbe che ha del piombo nel ventre.

– È la paura che indebolisce le tue braccia, mio caro Nobre – disse il bosmano, afferrando a sua volta la fune per aiutare i compagni. – Attenti a chiudere la grata appena il morto toccherà il ponte.

Con poche strappate i cinque marinai issarono il cadavere, quantunque a tutti fosse parso d'un peso straordinario.