Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/95

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La mezza bottiglia poi fu vuotata in una sola sorsata.

– Che voracità! – esclamò Ioao. – Può fare il paio con uno squalo.

Mentre il capo divorava, Cyrillo, l'argentino e Sao-King, discutevano animatamente sul da farsi e sulle risposte ottenute.

Quello che maggiormente li preoccupava era la presenza di quegli uomini bianchi.

Chi potevano essere? Da dove erano giunti? Erano stati essi a tirare in secco la nave, oppure gli abitanti di Hapai? E chi era quell'inglese che aveva staccate le catene delle ancore?

– In conclusione, – disse l'argentino, – sembra che il capitano Carvadho non sia approdato qui e che non abbiamo da fare coi suoi bricconi. Il selvaggio ha parlato d'una nave, mentre l'equipaggio montava delle scialuppe.

– Che gli uomini bianchi che si trovano a Vavau siano dei forzati? – chiese Cyrillo. – Se non fossero tali, quell'inglese non ci avrebbe staccate le ancore per mandare la nave sul banco.

– Lasciatemi andare da Tafua a cercare aiuti e tentiamo di abbandonare questi paraggi presto – disse Sao-King. – Se quegli uomini bianchi sono forzati, non possiamo attenderci che delle brutte sorprese.

– Vuoi tentarlo? – chiese Vargas.

– Sì – rispose il cinese con accento risoluto.

– Sia.

– Ed io verrò con te – disse Ioao.

– Fratello! – esclamò Cyrillo.

– Questi selvaggi non mi fanno paura – rispose il coraggioso giovane.

Tornarono dal selvaggio, il quale stava esaminando i suoi pezzi di ferro e Sao-King gli fece la proposta di condurlo da Tafua.

– Sì, purché mi regali uno dei tuoi coltelli – rispose il capo. – Le nostre scuri di pietra tagliano male gli arrosti umani.

– Te ne darò due, – rispose Sao-King, – e quando mi ricondurrai qui avrai uno di quei tubi che mandano fiamme e che tuonano.

– E m'insegnerai ad adoperarlo! – chiese il selvaggio con un sorriso crudele.

– Te lo prometto.

– Allora ucciderò il capo Horo e lo mangerò.

– Farai ciò che vorrai – disse Sao-King. – Però t'avverto che se alzerai una mano su di noi, ti fulmineremo.

– Ho troppo paura delle vostre armi.

– Partiamo – disse il cinese, risolutamente. – Domani se nulla succede, noi saremo di ritorno con Tafua ed i suoi guerrieri.

Il commissario, più commosso di quanto dava a vedere, aveva abbracciato il giovane Ioao, tenendoselo lungamente stretto al petto.