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112 Capitolo sedicesimo


Quel brano di terra, perduto in mezzo all’ampia laguna, separato da quella lunga penisola da un canale largo una diecina di metri, e tanto poco profondo da poterlo passare a guado, aveva una circonferenza di un centinaio di metri, e si elevava sul livello dell’acqua più di tutti gli altri isolotti, e anche di quella specie di diga che i fuggiaschi avevano poco prima passata.

Hong ed i suoi compagni, dopo d’aver percorse le rive per tema che vi fossero dei coccodrilli, si erano aperti il passo fra quegli altissimi e fitti canneti, e si erano accampati nel mezzo, accendendo quel fuoco, certi che non sarebbe stato scorto, essendo bene nascosto ed impedendo le tenebre di poter distinguere il fumo.

Pram-Li non si era dimenticato di portare con sè un paio di zamponi d’orso e ne aveva messo uno sui tizzoni; in attesa che si cucinasse, i fuggiaschi chiacchieravano sul da farsi per uscire da quella situazione che poteva diventare pericolosissima, stante la vicinanza di Pandaras e dei suoi uomini.

— Se noi non troviamo un mezzo per attraversare questa laguna o lago che sia, — diceva Hong, — noi corriamo il pericolo di ricadere nelle mani di quella canaglia di Pandaras, con tutte le probabilità di venire scorticati o per lo meno decapitati.

— Noi non possediamo alcun galleggiante — disse Than-Kiù. — Questo lago sembra molto vasto e nessuno di noi sarebbe capace di attraversarlo a nuoto.

— Specialmente coi coccodrilli che lo abitano — osservò Pram-Li.

— Allora bisognerebbe rifare la via percorsa e riguadagnare la foresta.

— E Pandaras ci prenderebbe — disse Hong.

— Ma credi che c’inseguirà?...

— Certo, Than-Kiù. Se ti ama non si rassegnerà così facilmente a perderti, e ci darà una caccia spietata.

— Fortunatamente ci troviamo in un’isola facile a difendersi.

— Ma pessima per sostenere un assedio, poichè senza un galleggiante qualunque non potremo sloggiare.

— Cosa decidi di fare adunque, Hong?...

— Pel momento non trovo di meglio che rimanere qui. Abbiamo dei viveri per una diecina di giorni, delle armi che ci permettono di tenere lontani i pirati, e di spazzare la lingua di terra se a loro saltasse il ticchio di venirci a scovare, e l’acqua non manca di certo. Lasceremo trascorrere alcuni giorni, poi, se non possiamo procurarci nè una barca nè una zattera, torneremo nella foresta.

— Sai, Hong, dove ci troviamo?

— Tengo in una tasca una buona carta dell’isola che mi sono pro-