Pagina:Salgari - Il re della prateria.djvu/218

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– Grazie, amici.

– Silenzio – disse Sanchez. – Non bisogna che gli indiani ci scoprano qui, o tutto è perduto. Coricatevi, e, se potete, cercate di riposare un po'.

Ma il dormire, col campo indiano cosi vicino, era cosa assolutamente impossibile. Né il marchese, né gli arrieros, né lo stesso Sanchez furono capaci di chiudere un occhio, temendo sempre di venire da un istante all'altro sorpresi da quegli indiani, che sono eccessivamente astuti e diffidenti, e che indovinano la presenza dei nemici anche se questi sono ancora lontani.

Tutta la notte stettero in armi, porgendo ascolto agli abbaiamenti dei cani, bravi e fedeli animali che accompagnano gli indiani a battaglioni, durante le loro spedizioni, che li difendono con zelo e che vegliano costantemente alla loro sicurezza, quantunque i loro padroni non siano larghi di carezze e li ingrassino solamente per mangiarli.

All'alba, quando l'accampamento cominciava a risvegliarsi, Sanchez, il marchese e gli arrieros si alzarono e salirono sui loro animali.

– Lasciate parlare me – disse il messicano al marchese. – Io conosco meglio di voi quegli uomini, e so come trattarli.

– Sperate di riuscirvi, Sanchez?

– Forse, ma non facciamoci illusioni. Anzi nascondete le pistole ed i coltelli sotto le casacche, per non farci cogliere inermi.

– Dunque temete un brutto giuoco.

– Cogli indiani vi è sempre da diffidare, marchese. Andiamo, amici; e se la cosa prenderà una brutta piega, al mio primo segnale fate fuoco sui capi, slanciatevi sui primi cavalli che trovate, e attraversiamo il campo come un uragano. Avanti!

Usciti dalla macchia, Sanchez appese alla canna del suo fucile un fazzoletto bianco e si avanzarono intrepidamente verso il campo indiano, che si trovava a sei o settecento passi di distanza.

Appena fatta la loro comparsa nella spianata, si udirono gridare le sentinelle come se fossero impazzite, mentre i battaglioni di cani abbaiavano con furore, formando un concerto indiavolato.

In men che si dice, sessanta o settanta guerrieri balzarono sui