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il treno volante 207


— Sì — rispose Ottone. — Il vecchio ed illustre esploratore ha finito qui i suoi giorni, vinto dalle fatiche incessanti e dal clima.

«Dopo il suo fortunato incontro con Stanley a Ugige, invece di riposarsi, aveva voluto continuare le sue scoperte, credendo che il Nilo avesse in quei dintorni le sue sorgenti.

«Quantunque assai deperito, aveva giurato di non tornarsene in Europa senza aver prima risolto quel grande problema.

«Senza saperlo, egli andava invece alla scoperta delle sorgenti del Congo, il gran fiume dell’Africa occidentale.

«Rifornito da Stanley d’uomini, di medicine e di merci, si era diretto verso il lago di Banguelo, convinto che il Nilo uscisse di là, inoltrandosi audacemente fra tribù di antropofagi.

«Era ridotto in pessimo stato. Non era che un sacco d’ossa e una dissenteria cronica lo travagliava senza posa.

«Un giorno la malattia s’inasprì e la notte del 30 aprile 1873 lo trovarono morto sotto la tenda, inginocchiato.

«Il grande esploratore, sentendosi prossimo a morire, si era levato per pregare ed era morto in quell’atteggiamento».

XVIII

Il prigioniero

La traversata del lago, in quel luogo relativamente stretto, poichè non superava i trenta chilometri, fu compiuta senza nessun nuovo incidente.

Alle cinque del pomeriggio il Germania toccava la riva opposta, passando sopra Kapampa, una delle più considerevoli borgate del Tanganika, popolata da parecchie migliaia di negri e da alcuni arabi dediti per lo più al traffico dell’avorio.

Ormai poche giornate di marcia li separavano dal Kassongo, forse non più di due se il vento continuava a mantenersi favorevole.