Pagina:Salgari - Il treno volante.djvu/246

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242 emilio salgari

ziano. — Noi vi serviremo dunque fedelmente finchè lo vorrete voi.

— E perchè non condurli con noi? — chiese Matteo.

— E chi ci aiuterebbe poi a caricare il tesoro? — disse l’inglese. — Se li conduciamo con noi saremo costretti poi ad abbandonarli in Kilemba, non potendo caricarli tutti sulla piattaforma.

— Il Germania potrebbe forse sollevarli, però sarebbe necessario rinforzare i palloni. Ci vorrebbe troppo — disse Ottone.

— Avete ancora del gas? — chiese l’inglese.

— Sì, e basterà per dare tanta forza al Germania da sollevare voi e il tesoro.

— Gonfieremo i palloni dopo caricata la polvere d’oro.

— Andiamo, signori. Se tutto va bene, fra qualche ora il dirigibile si alzerà sopra la collina, con grande sorpresa dei negri di Kilemba.

Raccomandarono ai negri di non muoversi e si misero in cammino in mezzo alla boscaglia, aprendosi il passo, faticosamente, in causa degli arbusti eccessivamente folti.

Impiegarono non meno di due ore per scendere al piano; però quella discesa fu compiuta felicemente senza incontrare nè negri, nè arabi.

XXI

La morte di Altarik

Giunti al basso, l’inglese si orientò, poi entrò in mezzo a campi coltivati a sorgo che dovevano estendersi, a suo dire, fin presso la cinta di Kilemba.

Un silenzio profondo regnava nella campagna. Solamente qualche uccello notturno si levava e fuggiva al loro passaggio mandando un debole grido.

A Kilemba tutti dovevano dormire, convinti di non aver molto da temere da parte dei figli della Luna, rinchiusi nella Caverna.