Pagina:Salgari - Il treno volante.djvu/35

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il treno volante 31


— Che forma avrà? La solita?

— Te ne darò ora la spiegazione — disse il tedesco, sedendosi all’ombra del sicomoro, mentre i negri ad un suo ordine cominciavano a schiodare le casse con infinite precauzioni per non guastare il contenuto.

«Come ti ho detto, più che d’un pallone, si tratta d’un treno volante, capace di portare parecchie persone ed un carico non lieve.

«In questi ultimi tempi, non lo ignorerai, gli ingegni più sottili si sono arrovellati alla ricerca di un aerostato dirigibile: problema difficile, che ha assillato, per oltre un secolo, le menti degli aeronauti, senza che si riuscisse a trovare una soluzione.

«Alcuni anni or sono il capitano Renard dell'esercito francese inventava una nuova specie di pallone, il quale dava qualche buon risultato; ma non riusciva a vincere gli ostacoli del vento contrario.

«Più tardi, un ingegnere austriaco, certo Schwarz, ne costruiva un secondo ch’egli fece innalzare con buon successo a Schöneberg, presso Berlino, nel 1897.

«Devo però dirti che anche questo non era riuscito a perfezione, quantunque già, con esso, si fosse fatto un grande passo nella soluzione del difficile problema.

«Il conte Zeppelin, valente aeronauta, si prefisse allora di costruirne uno che potesse dare risultati migliori. Per due anni lavorò assiduamente, costruendo, distruggendo e rifacendo e riuscì finalmente a costruire un vero treno volante.

«Questo treno, attorno al quale io pure lavorai, è diviso in diciassette scompartimenti, in ciascuno dei quali è posto un pallone.

Si tratta quindi di un sistema di diciassette aerostati che misura complessivamente circa venti metri di lunghezza su una altezza di undici metri e cinquanta centimetri, della capacità di unidicimila metri cubi.

«L’aerostato è fornito di due motori a petrolio sistema Dainter, sviluppanti ciascuno una forza di quindici cavalli-vapore e d’un