Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/105

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dei cespugli cadevano falciati come se cento coltelli li tagliassero, le foglie volavano in aria, mentre da tutte le parti echeggiavano grugniti e urla furiose.

– Che abbia commesso una corbelleria? – si chiese il mozzo.

Si gettò l'archibugio sulle spalle e s'aggrappò lestamente alla liana per mettersi in salvo sull'albero.

Si era appena innalzato di tre o quattro metri quando vide irrompere, colla velocità d'una tromba, una cinquantina di cinghiali.

Parevano in preda ad una collera terribile. Avevano le setole irte, i codini alzati che dimenavano disordinatamente e gli occhi accesi.

Giunsero in un lampo addosso all'albero, che subito circondarono ed i più vicini s'alzarono sulle zampe deretane, mordendo ferocemente la corteccia e la liana che aveva servito al ragazzo per innalzarsi.

Gli altri invece saltavano come se fossero indemoniati, ora correndo verso il loro compagno che era già spirato ed ora tornando verso l'albero coi segni della più viva irritazione.

Guardavano ferocemente il mozzo, coi loro occhietti neri che la collera rendeva scintillanti e battevano le loro lunghe zanne le une contro le altre, producendo un fracasso impossibile a descriversi. Garcia che si era messo al sicuro su un grosso ramo e che aveva avuto il tempo di portare con sé l'archibugio, non si era molto spaventato per quell'improvvisa aggressione. Infine quei cinghiali non avevano unghie per potersi arrampicare e di lassù poteva ridersene della loro collera.

– Quando si saranno persuasi dell'inutilità dei loro sforzi, se ne andranno – si era detto il bravo ragazzo.

S'ingannava e quanto! Se vi sono degli animali testardi e vendicativi all'eccesso, sono appunto i pecari brasiliani.

Dopo i primi sfoghi di collera, avevano lasciata in pace la corteccia dell'albero, convinti che non sarebbero mai riusciti a rodere quel tronco enorme, ma si erano sdraiati a breve distanza coll'evidente intenzione di assediare il ragazzo.

– Eccomi in un bell'impiccio – mormorò Garcia, che cominciava ad inquietarsi. – Che cosa penserà il signor Alvaro non vedendomi comparire? Se questo assedio si prolungasse? E quel bravo signore non è meno assetato di me? Vivaddio! Ho il fucile e le munizioni non mi fanno difetto. Proviamo a disperdere questi noiosi porci. Quando ne avrò