Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/162

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– Ecco il momento buono – disse il marinaio.

Imboccò la gravatana entro la quale aveva già cacciata una freccia avvelenata col vulrali, mirò per qualche istante, poi soffiò con forza.

Il sottile e terribile cannello partì senza rumore e andò a piantarsi in una delle zampe deretane del tamanduà e così delicatamente che il ghiottone, completamente assorto nel riempirsi il ventre, non si accorse nemmeno di essere stato colpito.

Non erano però trascorsi cinque secondi, tanto è rapida l'azione prodotta da quel potente veleno, quando lo si vide alzare bruscamente la testa e tremare in tutte le parti del corpo.

Spazzò due o tre volte il suolo colla coda, poi cadde fulminato in mezzo ai battaglioni delle termiti.

– Occupatevi del tamanduà e fuggite subito se non volete provare i morsi delle formiche – disse il marinaio.

Balzò rapidamente innanzi, tenendo in una mano un pezzo di foglia secca di palma che poteva servire da spatola e nell'altra il sacco di pelle e saltò in mezzo alle termiti.

Con pochi colpi ne raccolse parecchie dozzine che rinchiuse subito nel sacco poi fuggì a tutte gambe seguìto da Alvaro che si era gettato in ispalla il tamanduà.

– All'accampamento e presto – disse il marinaio. – Le tanajura possono prendersela con noi e seguirci.

Si slanciarono a corsa sfrenata attraverso la foresta e un quarto d'ora più tardi giungevano all'accampamento.

– Le gallette? – chiese Alvaro, vedendo il mozzo affaccendato dinanzi al fuoco.

– Vanno a meraviglia, signore – rispose Garcia che sudava. – Sono diventato un panettiere di prima forza, ve l'assicuro. Ne ho già preparate una quindicina.

– E gli eimuri? – chiese Diaz.

– Non ho veduto nessuno apparire sulla riva opposta.

– Allora prepariamoci il pranzo. Ah! E la pentola? Mi ero dimenticato che quella che avevo si è rotta. Bah! La surrogheranno con altra cosa. Signor Viana, scuoiate il tamanduà finché vado a cercarne una. Prenderò due piccioni ad una fava.

– Che uomo meraviglioso! – esclamò Alvaro, guardandolo mentre si dirigeva verso il fiume. – Ha fatto una bella scuola