Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/180

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– E noi? Che cosa ne faranno di noi?

– Siete fortunati voi, signore. Gli eimuri non hanno per ora alcuna intenzione di divorarvi.

– Sai perché inseguivano il tuo padrone?

– Sì, per farne un pyaie. Quello degli eimuri è morto e bisogna surrogarlo. Una tribù senza pyaie è come un uomo senza testa. L'avete veduto il mio padrone?

– Sì e l'abbiamo lasciato ieri sera...

Un rauco muggito del capo lo interruppe. L'eimuro cominciava ad impazientirsi di quel lungo colloquio di cui non riusciva a comprendere una sola parola e cominciava a guardare minacciosamente il ragazzo.

Gli rivolse alcune parole battendo furiosamente contro il suolo la sua pesantissima mazza.

– Il capo desidera sapere se siete anche voi dei pyaie nel vostro paese.

– Tutti gli uomini bianchi lo sono – rispose Alvaro.

– Egli promette di risparmiarvi a condizione che diventate i pyaie della sua tribù. Se vi preme salvare la vita, non rifiutate.

– Noi stregoni degli eimuri, di questi ributtanti selvaggi! – esclamò Alvaro. – Che cosa ne dici, Garcia.

– Che è meglio diventare maghi piuttosto di finire sulla graticola, signor Alvaro – rispose il mozzo. – Intanto guadagniamo tempo. Se il marinaio sfugge all'inseguimento, sono certo che non ci abbandonerà.

– Hai ragione, Garcia – disse il signor Viana dopo un momento di riflessione. – Sì, Diaz non ci lascerà nelle mani di questi mangiatori di carne umana.

Quindi volgendosi al ragazzo, disse:

– Avverti il capo che noi accettiamo.

Quando l'eimuro fu informato della loro decisione una gioia pazza si dipinse nel suo viso ed i suoi occhi nerissimi, dal lampo cupo, fiammeggiarono.

Gettò lungi da sé la clava e pronunciò alcune parole volgendosi prima verso Alvaro e quindi verso il mozzo.

– Che cosa dice? – chiese il primo, al giovanetto.

– Che voi sarete il grande pyaie ed il vostro compagno il piccolo pyaie e che con stregoni così potenti la sua tribù diverrà invincibile e non mancherà più di carne umana.