Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/181

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– La canaglia! – esclamò Alvaro.

Il capo s'abbassò ancora toccando colla punta della lingua la terra poi uscì accompagnato dal ragazzo.

– Ebbene Garcia? – chiese Alvaro, quando furono soli. – Ti senti in grado di disimpegnare le funzioni di piccolo pyaie?

– Io non so che cosa esigeranno da me questi selvaggi; penso che per ora la graticola non ci aspetta e questo è l'importante. Vi confesso che non sapevo rassegnarmi all'idea di dover avere per sepoltura il ventre d'un selvaggio.

– E nemmeno io, ragazzo mio.

– Ci lasceranno in questa capanna o ci offriranno qualche cosa di meglio?

– Non so nulla. Questi selvaggi sono poco noti anche a Diaz che pure conosce moltissime tribù.

– M'immagino che...

La frase gli fu interrotta dall'improvviso ritorno del ragazzo indiano. Non era però solo, l'accompagnavano quattro selvaggi d'aspetto orribile, tutti impiastricciati di colori e di penne di pappagalli e che portavano due ceste voluminose.

– Che cosa vogliono costoro? – chiese Alvaro.

– Vi portano le vesti e gli ornamenti del defunto pyaie. Era ben provvisto quello stregone e godeva anche molta fama. Dovrete assistere ai suoi funerali onde una parte della sua anima passi nella vostra.

– Come! Se mi hai detto che è morto otto giorni fa?

– Non si poteva spolparlo prima d'avergli trovato il successore.

– Spolparlo! Che questi eimuri spingano la loro adorazione pel morto fino a mangiarlo?

– Oh no! Non divorano che i prigionieri di guerra e solamente nelle carestie troppo lunghe mangiano i cadaveri dei parenti. Presto signore, il capo vi attende.

I quattro indiani avevano scoperte le ceste levando successivamente dei diademi di penne di tucano trattenute da fibre vegetali intrecciate con pezzetti d'oro, collane e braccialetti formate da denti di caimano, di giaguaro e di vertebre di serpenti, dei perizomi di pelle di tapiro frastagliata con un certo gusto e una infinità di sacchetti contenenti certo dei preziosi amuleti o delle medicine meravigliose.

Gl'indiani, ad un cenno del ragazzo misero le collane ed i