Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/185

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fibrosa di qualche pianta e si erano messi in cammino dirigendosi verso la foresta.

Anche i guerrieri avevano strette le loro file e cominciavano a muoversi, chi camminando dritti, chi colle mani e coi piedi. Mugulavano come giaguari o lanciavano di quando in quando delle grida gutturali assolutamente incomprensibili, strappandosi poi manate di capelli e percuotendosi il corpo coi pugni.

– Che vadano a seppellire il morto? – chiese Garcia.

– Certo, – rispose Alvaro, – se hanno poi l'abitudine di seppellire i loro cadaveri! Io ne dubito.

Sempre mugulando e urlando e picchiandosi maledettamente anche a vicenda, gli eimuri si cacciarono sotto i boschi, marciando disordinatamente.

Un quarto d'ora dopo i sotto-capi si arrestavano sulle rive di un fiume che in quel luogo misurava almeno mezzo chilometro di larghezza e che pareva fosse profondissimo.

Il capo si diresse verso una roccia che scendeva quasi a picco sul fiume e guardò per parecchi minuti le acque.

Alvaro e Garcia, che lo avevano seguìto, si provarono ad interrogarlo.

Caribi – rispose l'eimuro.

Caribi! – esclamò Alvaro. – Ah! Devono essere quei certi pesciolini che per poco non divorarono Diaz. Te ne ricordi, Garcia?

– Sì, il marinaio ci ha parlato dei caribi. Che siano venuti qui per pescarli?

– Ora vedremo – rispose Alvaro.

Il capo in quel frattempo si era fatti portare un paniere e aveva levate... delle membra umane che parevano fossero state recise da poco, essendo ancora sanguinanti.

Prese un braccio che aveva ancora, intorno al polso, un braccialetto di conchiglie e lo gettò nel fiume, poi una gamba e una testa che sembrava avessero appartenuto ad un ragazzo.

– Birbanti! – esclamò Alvaro, facendo un gesto di ribrezzo. – Questi selvaggi mi fanno paura!

– Andiamocene, signore – disse Garcia. – Non posso resistere.

– Ti comprometteresti, ragazzo mio. No, dobbiamo rimanere se vogliamo salvare la pelle.

Caribi! – disse ancora il capo, indicando ad Alvaro il fiume.

Il portoghese si curvò sull'orlo della rupe e vide sotto, guizzare