Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/186

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fra le acque che erano limpidissime, miriadi di pesciolini lunghi quanto una mano, coi dorsi oscuri ed i ventri argentati che battagliavano furiosamente fra di loro, divorandosi a vicenda.

– È la carne umana che ha gettata il capo che li ha fatti accorrere in così gran numero – disse Alvaro a Garcia.

– E perché li ha fatti venire a galla?

In quel momento un odore nauseabondo, orribile, si sparse sulla riva del fiume.

I sotto-capi avevano tolta la ruvida tela che avvolgeva quel pacco misterioso ed avevano scoperto il cadavere d'un vecchio indiano già putrefatto.

– Ci appesta quel morto! – esclamò Garcia, turandosi il naso. – All'inferno tutti gli eimuri ed il loro stregone!

I sotto-capi passarono sotto le braccia del cadavere due lunghe liane ben secche, lo trascinarono fino sull'orlo della roccia, poi lo calarono dolcemente nel fiume, là dove i caribi continuavano a battagliare.

– Lo dànno da mangiare ai pesci – disse Alvaro.

I caribi si erano gettati furiosamente sul pyaie assalendolo da tutte le parti con un accanimento impossibile a descriversi.

I loro denti aguzzi e solidi come se fossero d'acciaio, strappavano ad un tempo lembi di pelle e di carne.

Alcuni erano già scomparsi nel ventre del morto e divoravano i polmoni, il cuore, il fegato e le budella.

La carne scompariva con rapidità prodigiosa. I muscoli se ne andavano, triturati da quelle migliaia di bocche e le ossa cominciavano a comparire.

La distruzione di quel povero corpo non fu lunga. Non erano trascorsi dieci minuti che non rimaneva nemmeno un brandello di carne su quello scheletro.

– Altro che gli anatomici! – esclamò Alvaro. – Questi pesci valgono molto di più. Ecco un magnifico scheletro, accuratamente spogliato, che farebbe una superba figura nella vetrina d'un museo.

I sotto-capi ritirarono dolcemente lo scheletro del pyaie e lo avvolsero accuratamente in un'ampia stuoia che poi legarono con numerose liane e lo deposero su una specie di palanchino costruito rozzamente con rami intrecciati.

– La cerimonia è finita – disse una voce.

Alvaro si volse e si vide accanto il ragazzo indiano.