Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/276

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disse, volgendosi verso Diaz. – Ora siamo sicuri che si trova nelle mani dei tupy.

– Che cos'hai trovato?

– La polvere che tuona.

Rospo Enfiato così dicendo mostrava una borsa di pelle dalla quale aveva fatto uscire alcuni granelli neri, raccogliendoli nel palmo della destra.

– Me ne ricordo ancora – disse. – Il gran pyaie con questa provocava il lampo ed il tuono.

Diaz si era slanciato verso di lui, strappandogli la borsa dalle mani.

– La riconoscete? – chiese, mostrandola ad Alvaro.

– La provvista di polvere da sparo di Garcia! – esclamò il portoghese con viva commozione.

– Sì, la sua – disse Diaz.

– Sicché voi credete?

– Questa è una prova che Garcia è stato rapito dai tupy.

– Che sia ancora vivo?

– Non ne dubito.

– Ah! Povero ragazzo!

– Oh! Noi lo salveremo, dovessimo raccogliere tutte le tribù dei tupinambi e piombare sui rapitori. Signor Viana ecco della polvere che può diventare preziosa.

– E che non lascerò a questi morti – rispose Alvaro. – La mia provvista comincia già a scarseggiare.

– Il gran pyaie bianco mi segua – disse in quel momento Rospo Enfiato. – Ormai siamo sul sentiero di guerra dei tupy e lo seguiremo fino alla grande aldèe dove tuo figlio si trova prigioniero.