Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/290

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– Vi sono qui dei vasi enormi destinati forse a cuocere i prigionieri e che potrebbero servirci.

– Prendi il fucile e appena vedi qualcuno avvicinarsi fa' fuoco. Io vado a cercarli.

– In quell'angolo oscuro, signor Alvaro. Ve ne sono almeno dodici e tutti di dimensioni straordinarie. Chissà quanti poveri diavoli sono stati cucinati là dentro.

Alvaro si diresse verso l'angolo indicato da Garcia e alla luce proiettata dalle torce dei selvaggi e che filtrava fra le fessure delle pareti, scorse infatti una diecina di vasi di terra, alti un metro e mezzo e così vasti da poter contenere due uomini interi.

– Le pentole degli antropofaghi – mormorò, facendo una smorfia. – Canaglie! E forse noi dovremo finire qui dentro e cuocere come polli o come quarti di vitello.

Trascinò, con non lievi sforzi, un vaso che appoggiò contro la porta, poi uno ad uno tutti gli altri, formando in tal modo una doppia barricata che non era facile a sfondarsi, dato il peso considerevole e lo spessore enorme di quelle pentole.

I selvaggi avevano lasciato fare, tenuti in rispetto dalla canna dell'archibugio che il mozzo di quando in quando mostrava al di sopra dei vasi.

– Ora cerchiamo di salire sul tetto – disse Alvaro. – Da lassù potremo meglio osservare le mosse degli assedianti e sparare con maggior successo.

– Signore, badate alle frecce! Anche i tupy conoscono il vulrali.

– Ci guarderemo – rispose Alvaro. – E poi la piazza è vasta e le gravatane hanno una portata limitata, mentre il mio archibugio può abbattere un uomo alla distanza di cinquecento metri.

Frugando negli angoli della immensa capanna riuscirono ben presto a trovare parecchie grosse pertiche che avevano alla distanza d'un piede delle profonde tacche.

– Che siano queste le scale dei brasiliani? – si chiese Alvaro.

– Lo siano o no, possono servire per scalare il tetto.

Nel centro del carbet s'apriva un foro circolare che dava luce all'abitazione.

Appoggiarono due pertiche ai margini e raggiunsero senza fatica il tetto formato da robuste traverse coperte da un fitto strato di bananeira.

I selvaggi non avevano lasciata la piazza. Anzi avevano formato un immenso circolo attorno al carbet pur tenendosi ad una notevole