Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/291

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distanza ed avevano accesi qua e là dei fuochi per meglio sorvegliare gli assediati.

– Ve ne sono almeno duecento, – disse Alvaro, – senza contare quelli che si sono slanciati dietro Diaz e Rospo Enfiato. Se potessimo resistere fino all'arrivo dei tupinambi!

– Che quei selvaggi vengano in nostro soccorso, signore? – chiese il mozzo.

– Non ne dubito, purché Diaz ed il Rospo riescano a sfuggire all'inseguimento. No, il marinaio non ci lascerà divorare da questi antropofaghi e lo vedremo tornare alla testa dei tupinambi. Ah! Se potessimo avere anche il tuo fucile!

– Mi hanno detto che si trova nella capanna dei pyaie della tribù.

– Chi te lo disse?

– Il ragazzo indiano.

– Come sei caduto nelle zampe di questi furfanti? Se tu mi avessi subito seguìto non ti troveresti in questa brutta situazione e nemmeno io.

– Avevo ben cercato di fuggire anch'io verso la savana, signor Alvaro, – rispose Garcia, – quando mi vidi piombare addosso i fuggiaschi.

«Feci fuoco sperando di arrestarli e mancai, per mia disgrazia, il colpo.

«Un indiano gigantesco mi prese fra le braccia e mi portò via correndo all'impazzata, poi fui chiuso in una rete e trasportato nella foresta.

«Gli eimuri ci inseguivano con accanimento cercando di fare dei prigionieri per poi divorarli.

«I tupy si credevano ormai perduti, quando un'orda dei loro compatrioti, gli abitanti di questo villaggio, piombarono sui vincitori facendo una strage orrenda.

«Credo che nessuno eimuro sia sfuggito al massacro.»

– Abbiamo veduto i loro cadaveri – disse Alvaro. – E poi?

– Mi cacciarono in questa capanna facendomi comprendere che mi avrebbero divorato.

– Ti trattavano male?

– Anzi, signore. Mi mandavano perfino delle fanciulle per farmi danzare e mi rimpinzavano di cibi scelti.

– Premeva a loro che t'ingrassassi presto.

– E quando era pieno da soffocare ricorrevano alla violenza per