Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/97

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e allungava ed accorciava comicamente il collo senza però riuscire nemmeno a scuotere il pesante guscio.

Alvaro ed il mozzo la circondarono col budello, assicurandolo solidamente sui margini della corazza ossea indi per meglio impedire al rettile di sommergersi e anche per riparare il leggero galleggiante che poteva venire offeso dalle spine delle vittorie, e scoppiare sul momento, legarono come meglio poterono alcuni fasci di canne, formando una specie d'armatura.

– Come si troverà male questa povera tartaruga, quando sarà in acqua – disse il mozzo ridendo.

– Specialmente quando la cavalcheremo – rispose Alvaro.

– E come farete a guidarla, signore?

– A colpi di bastone, mio caro che le applicherai a destra od a sinistra.

– Voi però avete dimenticato una cosa importantissima.

– E quale, mio buon Garcia?

– Io dovrò rimanere sull'isolotto, giacché due saremmo troppi per la testuggine.

– Sarò io invece che aspetterò il tuo ritorno. Tu sei molto meno pesante di me e riuscirai meglio nell'impresa.

– E voi come attraverserete la palude?

– Con una zattera che costruirai. Vorresti tu che la testuggine fosse così sciocca da tornare da sola qui per prendermi?

– Trovate risposta a tutto, signore.

– Hai paura?

– Monterei anche un serpente purché mi conducesse alla riva – rispose il coraggioso ragazzo, senza esitare.

– Allora mettiti in viaggio. Porterai con te l'archibugio e la scure. Bada di tenere le gambe ben raccolte sul guscio e se vedi qualche caimano accostarsi, spara senza far economia di palle e di polvere. D'altronde credo che nessuno oserà importunarti e sono certo che tu approderai alla riva senza incidenti.

– Sarò un cavaliere ben comico, signore. Cavalcare una tartaruga! Non me lo sarei mai immaginato.

– Sbrighiamoci, Garcia. Ho sete e anche molta fame e tu non devi averne meno. Questa sera però prenderemo una bella rivincita.

– Cucinando la mia cavalcatura?

– Dentro il suo guscio – rispose Alvaro, ridendo.

Rovesciarono con precauzione la testuggine spingendola verso