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118 la città dell'oro

nosciuti. Se le testuggini sono magre, le privano del guscio facendo subire a quelle disgraziate una atroce tortura, mediante una lama taglientissima, poi le abbandonano perchè abbiano il tempo d’ingrassarsi ancora.

— Ma non muoiono dopo così crudele trattamento?

— No, poichè hanno la vita dura. Vanno a rannicchiarsi in un crepaccio che diventa il loro ospedale e colà attendono che la natura, più pietosa degli uomini, le ricopra d’un nuovo guscio, il quale non sarà mai nè così bello, nè così perfetto come il primo.

— Sembra impossibile che possano ancora guarire, dottore.

— Hanno una vitalità incredibile questi rettili. Mi ricordo che uno scienziato dell’America settentrionale ebbe un giorno il capriccio di aprire il cranio ad una tartaruga gigante dell’Himalaya, privandola con bel garbo del cervello. Richiusa la scatola ossea, nutrì per alcuni giorni il rettile, il quale, incredibile a dirsi, rifece il cervello, s’ingrassò e visse ancora cinquant’anni.

— Hanno vita lunga questi rettili, dottore?

— Vivono dei secoli, a quanto pare, poichè so che un piantatore della Florida, qualche anno fa, prese una testuggine sul cui guscio portava incise queste parole: «Presa da Ferdinando Gomez nella riviera del San Sebastiano l’anno 1700». Quel rettile aveva adunque circa