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Ancora i segnali misteriosi 215

centinaia di metri, dividendolo dalle acque del Meta. Era quasi scoperta e perciò era stata scelta ad evitare qualsiasi sorpresa da parte dei misteriosi indiani che li precedevano; però qua e là, a distanza, crescevano degli alberi stranissimi, ma che il dottore riconobbe subito per iriartree panciute.

Sono piante curiosissime che hanno un tronco rigonfio, panciuto verso il centro, alto dai venti ai venticinque metri, ma sostenuto, a tre metri dal suolo, da parecchie radici le quali scendono dal tronco dopo che sono sparite quelle normali, affondandosi profondamente entro terra. Hanno le foglie dentellate, che ricadono in basso come un vero parapioggia, lunghe dai tre ai quattro metri. Amano la vicinanza dell’acqua, anzi non soffrono quando la piena del fiume le copre in gran parte.

Non osando, di notte, affrontare la corrente del Meta che sboccava irata nell’Orenoco, respingendo le acque di questa fiumana per lungo tratto e producendo delle ondate che potevano riuscire pericolose, don Raffaele decise di accamparsi all’estremità di quella penisola.

Dopo la cena tesero le loro comode amache fra le iriartree e s’addormentarono sotto la guardia di Yaruri a cui spettava il primo quarto.