Pagina:Salgari - La Città dell'Oro.djvu/264

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256 la città dell'oro

ghi si muovevano per cambiare posto, s’affrettavano ad avanzarsi, sperando che l’albero fosse per cadere.

I caribi poi, attirati dal sangue dei tre caimani colpiti dalle palle, si erano radunati a migliaia presso l’albero ed in mancanza d’altre prede, si sfogavano a divorarsi l’un l’altro con accanimento senza pari.

Già le tenebre stavano per calare, quando Yaruri, che fino allora non si era mosso, tese le braccia verso la cascata, dicendo:

— Ecco la nostra salvezza!