Pagina:Salgari - La Città dell'Oro.djvu/299

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La prima minaccia dei figli del sole 291

presi presso un formicaio di termiti, poi proseguirono il viaggio passando dinanzi la foce del Zuma, affluente di sinistra e quindi a quella del Guaaviari chiamato anche Attavapa, uno dei più grossi che ha la sorgente presso Quito e che per lungo tempo fu creduto il tronco principale dell’Orenoco.

Dopo una nuova fermata per riposarsi, essendo sfiniti dal duro esercizio del remo, oltrepassavano le foci dell’Inirida, affluente pure di sinistra, poi dell’Atalapo che pare comunichi col Rio Guanini, affluente del Cassiquari, e undici giorni più tardi, dopo d’aver attraversato regioni deserte e assolutamente selvagge, giungevano all’imboccatura del Venituari, il fiume che doveva condurli alla tanto sospirata Città dell’Oro.

Nello scorgere le acque di quel fiume che si scaricavano nell’Orenoco con grande furia, Yaruri, per la prima volta, pronunciò il nome di Yopi.

— La vita d’Yopi è mia! — esclamò egli, con accento intraducibile.

Poi spinse il canotto verso la sponda, lo arenò profondamente su di un banco di sabbia, abbandonò i remi, incrociò le braccia sul petto e guardando fisso fisso don Raffaele con due occhi che lampeggiavano, disse:

— Parliamo, padrone.