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308 la città dell'oro

così enormi da far stupire, eppure gl’Inchi non possedevano nè carrette adatte, nè macchine, nè animali da poter trasportare e sollevare quei massi. Nota poi che quella fortezza era assai elevata.

— Erano adunque valenti costruttori.

— Insuperabili. Figurati che l’imperatore Virachoca fece fabbricare un canale profondo dodici piedi e lungo quasi cinquecento chilometri, attraverso a montagne, a rocce, a paludi, ad ostacoli d’ogni specie. Questo può bastarti per aver un’idea della bravura di quel popolo, che i nostri compatrioti chiamavano selvaggi!...

— E fabbricavano anche palazzi grandiosi?

— Sì, e meglio degli europei. Avevano delle sale che contenevano perfino tremila persone e le abitazioni dei grandi erano tutte costruite di pietra viva, accuratamente levigata e unita con un cemento speciale. Si dice che quei palazzi parevano fatti di getto, poichè non si scorgeva su di loro alcuna commessura.

— Ditemi, dottore, possedevano grande copia d’oro gli Inchi?

— Ti dirò che oltre possedere tutto il vasellame d’oro, gl’imperatori avevano dei giardini le cui piante erano tutte d’oro, cominciando dalle radici. Avevano dei tratti di terra coltivati a mais ed ogni pianta era