Pagina:Salgari - La Città dell'Oro.djvu/341

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Un esercito di rettili 333

Gl’indiani giungevano allora sulle sponde della savana, agitando le loro armi e mandando alte grida di gioia.

Erano tre o quattrocento, ma pareva che non avessero alcuna intenzione di offendere gli stranieri, almeno pel momento, poichè nessuna freccia fu lanciata.

— Siamo in un brutto impiccio — disse il piantatore. — Comincio a credere che per noi la Città dell’Oro sia perduta.

— Ed anche la nostra pelle — aggiunse Alonzo. — Chi ci leverà da quest’isolotto, ora che non possediamo più il canotto e che siamo circondati da sabbie mobili?... Eppure io avevo sperato di giungere a Manoa senza fastidi, con quell’esercito di rettili.

— Dovevamo aspettarci una simile sorpresa — disse il dottore. — So che gl’indiani di queste regioni usavano lasciar crescere le erbe intorno ai loro villaggi, per respingere gli stranieri col fuoco. Quando gli spagnoli condotti dai luogotenenti di Barreo cercarono d’inoltrarsi attraverso queste regioni per scoprire l’Eldorado, furono respinti cogl’incendi, e trecento di quei conquistatori morirono soffocati ed abbruciati nella vallata di Maccureguary. So che quando Barreo in persona tentò l’impresa fu costretto a retrocedere, poichè le tribù degli Inarcuacari, dei Pariagotti e degli Ira-