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352 la città dell'oro

vaso beveva qualche sorso, dividendo poi il rimanente liquido fra gli altri principi del sangue, che lo bevevano entro tazzine d’oro che poi portavano con loro a tale scopo.

Dopo questa cerimonia l’imperatore ed i più grandi personaggi si recavano nel tempio del Sole ove vedevasi l’immagine dell’astro, di gigantesche dimensioni, coi raggi d’oro, e d’argento adorni di pietre preziose e si deponevano dinanzi ad esso le offerte dei curachi e dei rappresentanti delle provincie, consistenti in piccoli animali d’oro o d’argento od oggetti di maggior pregio.

I ministri del tempio intanto sacrificavano grande numero di agnelli e interrogavano ansiosamente le viscere, il cuore ed i polmoni d’un agnello nero, per conoscere se il Sole era soddisfatto di tutti quegli omaggi.

Se dopo ucciso l’animale i polmoni palpitavano ancora, se i condotti d’aria erano ben gonfi dopo d’avervi soffiato dentro, la risposta era affermativa. In caso contrario sacrificavano un montone, poi un’altra pecora e se anche queste davano infausti segni, i peruviani ritenevano che l’astro maggiore fosse malcontento di loro e si preparasse a punirli.

In seguito si bruciava il cuore delle vittime, si accendeva il fuoco sacro mediante un vasettino concavo