Pagina:Salgari - La Città dell'Oro.djvu/40

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32 la città dell'oro

— Ma credete realmente che Manoa avesse tali ricchezze?

— E perchè no? È ormai provato che il territorio compreso fra l’Orenoco e la Gujana è immensamente ricco. Barreo durante la sua spedizione, mandò in Spagna in dono al re dei superbi presenti: statue, quadrupedi, pesci e uccelli tutti d’oro massiccio; Raleigh portò in patria molte botti ripiene di rocce aurifere e da una sola ricavò nientemeno che tredicimila lire sterline.1 Vi dirò inoltre che a Cartagena fu mandato un bastimento, il quale, fra le altre cose raccolte sull’Orenoco, portava una statua d’oro di mole gigantesca, del peso di quarantasette quintali, e che rappresentava una divinità adorata da una tribù orenochese, i cui abitanti si erano fatti cristiani. Che meraviglia dunque che sia esistita e che esista ancora una città i cui palazzi hanno i tetti e le colonne di oro? Anche a Quito gli Inchi avevano i loro palazzi coperti di lamine d’oro, che poi furono fuse da Ferdinando de Soto.

— Dunque voi credete che Manoa abbia esistito.

— E credo che esista ancora fino a prova contraria. L’immensa regione che si estende fra l’Amaz-

  1. 325.000 lire italiane.