Pagina:Salgari - La Città dell'Oro.djvu/39

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La leggenda dell'Eldorado' 31

giungere nella famosa città; nè più fortunato fu il suo compagno Keymis, nè un altro nostro compatriota Domingo di Vera, che tentò la conquista della regione undici anni dopo Barreo, cioè nel 1593. Ecco, amici miei, la storia dell’Eldorado.

Don Raffaele, che aveva ascoltato tutto ciò senza pronunciare sillaba, riempì i bicchieri, vuotò il suo poi chiese:

— Ditemi dottore, credete voi all’esistenza di questa famosa Manoa?

— Sì — disse Velasco, senza esitare. — La storia lo prova. È ormai accertato che dopo la distruzione dell’impero peruviano una parte degli Inchi lasciarono il regno per sfuggire alle ladronerie ed alla dura oppressione dei nostri compatrioti. Le confidenze fatte dagli indiani a Barreo, a Raleigh, a Keymis ed a Vera, lo dimostrano chiaramente ed anche il nome di Orecchioni assunto da uno dei due popoli venuti dai paesi di ponente. Quel nome di Orecchioni non apparteneva che agli Inchi, e gli Orenochesi prima lo ignoravano affatto, nè tale nome appartiene alle loro lingue. Aggiungete, inoltre che quei nuovi popoli portavano lunghe vesti e sul capo dei berretti rossi, ed i soli Inchi, fra tutti i popoli dell’America del Sud, indossavano vesti e sapevano colorire le stoffe.