Pagina:Salgari - La Città dell'Oro.djvu/79

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Un fuoco sospetto 71

celli bizzarri col becco grosso quanto il corpo, ma cartilaginoso, di color rosso e giallo, gli occhi azzurri ed il petto coperto da una fine lanuggine d’un rosso brillante.

Le penne di questi ultimi uccelli sono ricercate dagli indiani per fabbricare dei diademi che possono portare solamente i capi delle tribù, e questa usanza è stata adottata perfino dai sovrani del Brasile. Anche don Pedro II, l’ultimo imperatore, la seguiva, ma invece del diadema nelle grandi cerimonie portava un mantello di penne di tucano, distintivo di capo supremo del suo paese.

Anche gli abitanti del fiume, di quando in quando apparivano a fior d’acqua, ma per scomparire tosto, non appena scorto il canotto. Erano caimani e testuggini di varie specie, alcune coi gusci verdastri, altre coi gusci bruni a chiazze rossastre, irregolari, ma tutte di grandi dimensioni.

Verso il tramonto, Yaruri, che da qualche tempo esaminava con viva attenzione la sponda, segnalò una grande fenditura aperta nella foresta e che si prolungava verso il sud.

— Il Capanaparo — disse.

— Il fiume? — chiese Alonzo.

— Sì — rispose don Raffaele.