Pagina:Salgari - La Sovrana del Campo d'Oro.djvu/50

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erano stati collegati e messi in comunicazione elettrica col luogo stesso dove l’ultimo chiodo doveva essere conficcato.

Grazie a questi preparativi, i colpi di martello dati a Promontory-Point potevano avere un’eco immediata in tutti gli Stati dèlia Federazione.

Quando si trattò di collocare l’ultima traversa, il dottore Harkness, dello Stato di California, fece portare la rotaia di legno di lauro, le chiavarde d’oro ed il martello d’argento, dicendo ai direttori delle due società:

«Quest’oro estratto dalle miniere ed il prezioso legno che viene dalle nostre foreste, i cittadini dello Stato ve li presentano affinchè divengano parti integranti della strada che unirà la California agli Stati fratelli dell’Est, il Pacifico all’oceano Atlantico».

S’avanzò poscia il generale Safford, deputato del territorio dell’Arizona, e presentò tre chiavarde: una d’oro, una d’argento ed una di ferro, dicendo:

«Ricco di ferro, d’oro e d’argento, il territorio d’Arizona reca questa sua offerta all’impresa che è il grande vincolo degli Stati Americani, e apre al commercio una nuova comunicazione».

Quando le ultime rotaie furono messe a posto, il generale Dodge, deputato dell’Unione, a sua volta disse:

«Voi avete recata a compimento l’opera di Colombo. Questa è la strada che conduce alle Indie».

Finalmente il deputato della Nevada offrì un’altra chiavarda, dicendo:

«Al ferro dell’Est ed all’oro dell’Ovest, la Nevada aggiunge il suo legame d’argento».

Nel medesimo tempo i presidenti delle due ferrovie facevano telegrafare a S. Francisco ed a Chicago:

«Tutti i preparativi sono terminati: toglietevi il cappello e fate una preghiera».

A cui il sindaco di Chicago, rispondeva telegraficamente:

«Abbiamo inteso e vi seguiamo. Tutti gli Stati dell’Est vi ascoltano».

E pochi minuti dopo i segnali elettrici, che trasmettevano in tutti gli Stati dell’Unione i colpi di martello, informavano gli americani che la grande opera era stata finalmente condotta a termine.

Quella comunicazione simultanea produsse una tale impressione in tutti gli americani, che sarebbe impossibile descriverla. Vi furono lagrime di gioia, esplosioni di vero delirio, spari di cannoni in tutte le città, dimostrazioni clamorose.

— Vorrei esservi stato anch’io, — disse Blunt. — Che bei momenti!...

— Indimenticabili di certo, mio caro amico, — rispose l’inge-