Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/109

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Quest'isola che ha la fortuna di possedere quel famoso capo Nord, è una delle più settentrionali della Norvegia. Ha dei fjords numerosi, fra cui uno molto profondo, il Kamofjord e tre piccoli villaggi, Giasvär, Helnas e Kjelvik, abitati da pescatori e da lapponi sporcissimi, affetti sovente dalla lebbra.

La Stella Polare cominciava a venire vivamente sbattuta dalle ondate dell'Oceano Artico. Cavalloni candidi di spuma la sollevavano di frequente, però il tempo si manteneva sereno, senza il menomo indizio d'una prossima o lontana burrasca.

Malgrado quelle ondate, nessuno però aveva lasciato il ponte, quantunque le guide alpine si trovassero sempre a disagio fra quei trabbalzi causati dal rollìo.

Superate le due Stappeno, due isolette perdute quasi all'estremità del mondo abitabile, il capo Nord compare, profilandosi sul mare.

Tutti i cannocchiali si puntano sull'estrema punta di Magerö. Anche S. A. R. il Duca degli Abruzzi guarda curiosamente. Perfino Grasso, il cane donato da Nansen, abbaia festosamente, scorrazzando pel ponte, nonostante i sagrati di Cardenti.1

È un momento emozionante per tutti, ma che subito svanisce. Quanta fama rubata!... Quel capo non è altro che il prolungamento d'una montagna di circa trecento metri d'altezza, tagliata a picco sul mare.

Essa non presenta alcun che di particolare degno di nota. Non vi sono altro che una casettina, che una volta serviva da ufficio telegrafico, ed una colonna di granito messa là a ricordo della visita fatta al capo da S. M. Oscar II re di Svezia e di Norvegia.

– Bell'affare!... – esclama Cardenti. – Nella mia isola d'Elba vi sono dei capi che valgono meglio di questo!

E forse il bravo marinaio non aveva torto!

Superato il capo, ad oriente, si delinea subito il Nord-Kyn, la punta più settentrionale della Norvegia, situata all'estremità della penisola di Tjorgosch-Njarga, a 71° 6' di latitudine nord. È anche questa una montagna arida, priva di qualsiasi vegetazione, alta circa quattrocento metri.

Fra i due capi estremi della Norvegia si aprono due dei più profondi fjords, il Forsanger che si affonda nella penisola scandinava fino a Laxelven, ed il Lasce, che bagna la penisola di Spirte-Njarga.

La Stella Polare, sempre rollando vivamente, fila dinanzi alla penisola di Tjorgosch intravedendo per pochi momenti i due villaggetti di Skjäbningb e di Sandyfjord, scorge quello di Gamvik e scende verso l'imboccatura del Tanafjord, filando a tutto vapore verso Vardö, terza tappa dopo Laurvik.

Un numero infinito di uccelli popolano quelle spiagge. Sono tutti bianchi, grossi come le nostre allodole e sono tanti che certe volte offuscano i raggi solari.

– Ci sarebbero qui da fare degli arrosti colossali – osserva Cardenti. – E dire che da noi partono all'alba per tornare a casa con quattro passerotti!...

Se le coste sono ricche di volatili, anche il mare sembra ben popolato di pesci.

Banchi di merluzzi compariscono di tratto in tratto e dietro ad essi si mostrano, in buon numero, anche dei narvali, questi abitanti delle fredde acque dell'Oceano Artico.

Sono bei pesci, dotati d'una agilità straordinaria, d'una tinta azzurra e bianco argentea, a macchie semicircolari, difficilissimi a prendersi e anche talvolta pericolosi, essendo armati d'un corno scannellato, aguzzo, d'un avorio compattissimo, e che è lungo un terzo e qualche volta perfino la metà del pesce.

Una vera singolarità quel dente, formato da un incisivo della mascella superiore e che si protende diritto.

Un tempo anzi a quei corni si annetteva un'importanza curiosa, attribuendo ad essi delle proprietà magiche. Si credevano un antidoto preziosissimo e molti li conservavano per preservarsi dai veleni.

Assaliti, non di rado si rivoltano contro i pescatori e riescono a trapassare, col loro corno, anche le scialuppe, mettendole in serio pericolo.

La Stella Polare intanto proseguiva la sua corsa, fiancheggiando le coste settentrionali della Norvegia. Oltrepassato il Konings-fjord, aveva cominciato a ridiscendere lievemente verso il sud, incurvandosi la costa.

Navigando in vista di pochi miserabili villaggi, abitati da lapponi,

  1. Questo cane S. A. R. lo aveva promesso a Cagni, dopo il ritorno.