Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/149

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Molinelli e, un po' in disparte, il conte Oldofredi Tadini, gentiluomo di Corte, il cav. Silvestri, il conte colonnello Nasalli-Rocca ed il conte Edoardo Rignon, capitano delle batterie a cavallo.

A poppa segue una lancia a vapore, messa a disposizione del conte Oldofredi e dei suoi compagni dal principe Gortchacoff, governatore di Arcangelo.

La Stella Polare scende maestosamente il fiume, lanciando di tratto in tratto dei sonori fischi.

A qualche ora da Arcangelo si arresta per dare l'ultimo addio agli italiani che hanno voluto, con gentile pensiero, scortare il Duca.

Si stringono affettuosamente le mani fra i più calorosi auguri, poi il conte Oldofredi scende nella scialuppa assieme al cav. Silvestri, al colonnello Nasalli ed al capitano Rignon.

S. A. R. il Duca, ritto sul ponte di comando, in preda ad una commozione che non riesce a vincere, si leva il berretto e con voce vibrata grida:

– Viva il Re!..

Tra il gorgoglìo delle acque rompentesi contro le rive ed i muggiti sordi del mare frangentesi contro la nave, quattro voci formidabili rispondono:

– Viva il Re!...

– Sì, viva e viva l'Italia!... – grida Cardenti, che è diventato pallido.

La Stella Polare corre già sul mare, mentre a bordo della scialuppa a vapore il gentiluomo di Corte ed i suoi compagni agitano i fazzoletti in segno di saluto.

Addio Europa!... Addio terre civili!... I campi di ghiaccio del polo, i pesanti nebbioni, le tempeste tremende dell'Oceano Artico, l'ignoto pauroso, attendono gli audaci esploratori.

Non importa!... Avanti Savoia!... Viva l'Italia!...

La Stella Polare è già in mezzo ai ghiacci del mar Bianco. Gli urrah si sono spenti, la scialuppa a vapore sta per scomparire. Ormai, non è più che un punto nero appena visibile sulle acque del fiume, eppure sembra che in aria, fra le gelide folate del vento nordico, una voce possente gridi ancora:

– Viva il Re!...