Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/151

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PARTE SECONDA







1.

LE ESPLORAZIONI ARTICHE


Le terre polari del nord-ovest, al pari di quelle del nord-est, hanno destato in tutti i tempi una vivissima curiosità ed hanno avuto anche esse un numero infinito di eroi, come pure un numero infinito di vittime.

Il fascino dell'ignoto, doveva farsi sentire naturalmente, prima di tutti, fra i popoli più settentrionali dell'Europa. Che cosa si nascondeva dietro quegl'immensi campi di ghiaccio che i venti e le correnti spingevano dal settentrione? Ecco la domanda che si rivolgevano i norvegesi, gli scozzesi ed i danesi.

Era possibile, attraversando quelle barriere gelate, di trovare altre terre da conquistare? Ecco quello che si domandavano più tardi i rapaci normanni dallo spirito irrequieto ed avventuroso. La curiosità e l'avidità di nuove conquiste creano i primi naviganti polari. Piccole navi, montate da equipaggi che non temono la morte e che se ne ridono delle tremende tempeste, salpano audacemente dai porti della Danimarca, della Norvegia e della Scozia e s'inoltrano arditamente in quei mari sconosciuti che bagnano le coste settentrionali dell'Europa.

Centinaia d'anni prima che Colombo toccasse l'America, quei coraggiosi marinai scoprono l'Islanda, poi, spingendosi più innanzi, la Groenlandia, quindi il Labrador e fondano colonie che diventano