Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/155

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meridionali dell'Asia, e più tardi cercano di raggiungere il polo, quel punto misterioso bloccato dalle immense barriere di ghiacci.

Le numerose scoperte fatte nel nord-ovest, non hanno alcuna relazione col viaggio di S. A. R. il Duca degli Abruzzi, quindi non seguiremo che quelle fatte verso il nord-est, dove trovasi la Terra di Francesco Giuseppe ed i mari percorsi dalla Stella Polare.

Il primo viaggio di scoperta tentato nelle regioni del nord-est, lo si deve a sir Ugh Willoughby, un audace capitano inglese.

Nel maggio del 1553, salpa da Radcliffe, con tre navi montate da centotredici persone e la maggiore delle quali non stazzava che centosessanta tonnellate, e affronta l'Oceano Polare, le sue tempeste ed i suoi campi di ghiaccio.

La prima spedizione polare tentata in quelle regioni non doveva incoraggiare gli altri che si preparavano a correre sulle tracce di Willoughby. Una nave, spinta dalla tempesta, si separa dalle altre e va a esplorare il mar Bianco, in quei tempi noto solamente alla Russia. Le altre due navi invece approdano ad una terra che non si sa ancora quale sia, poi ripiegano sulle coste della Lapponia per svernare.

Il crudo inverno fa strage degli equipaggi. Lo scorbuto scoppia e tutti quei valorosi, compreso il loro capo, spirano uno ad uno in mezzo alle nevi.

Solamente due anni dopo la salma dell'infelice capitano, scoperta da un mercante russo, viene ricondotta in patria assieme ai due legni privi dei loro equipaggi.

Questa orrenda catastrofe non arresta le spedizioni polari verso il nord-est. Altri valorosi si preparano a sfidare i freddi intensi del polo.

Nel maggio del 1556, un altro inglese, il capitano Borrough si slancia sulle tracce di Willoughby con tre vascelli. Ne perde due durante il viaggio, però riesce a scoprire lo stretto di Jugor ed a visitare le coste abitate dai samoiedi.

Nel 1580, due altre navi armate dalla compagnia inglese sorta per trafficare con la Russia, salpano per le regioni nordiche al comando di Pett e di Jakman.

Nel giugno essi scoprono il mar di Kara, allora coperto di ghiacci,