Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/175

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mente che le foche o le morse vengano alla superficie a respirare per ramponarle.

L'inverno può essere lungo, ma il paziente cacciatore non mancherà di cibo.

D'altronde tutto è buono per lui: l'olio di foca, così nauseante, la volpe, il lupo, il pesce putrido, il grasso di balena, la carne cruda, perfino gl'intestini ed il sangue degli animali.

È vorace, ma anche previdente e quando ha la fortuna di fare una pesca od una caccia abbondante, la mette in serbo pei tempi peggiori, conservando la carne entro il grasso gelato delle foche.

Nella costruzione delle loro abitazioni, questi figli del freddo spiegano un'abilità straordinaria. Secondo la regione in cui si trovano e secondo i materiali che hanno a loro portata, elevano delle abitazioni comode che li proteggono efficacemente.

Nell'estate non hanno che delle tende o delle capannucce; d'inverno invece si riparano entro cupole di neve e di ghiaccio che non hanno più di tre metri di elevazione, con una porta strettissima.

Una lampada che arde continuamente, basta a riscaldare quei piccoli ambienti e la temperatura là dentro è tollerabilissima, anche per chi non è abituato a quei freddi.

Ma che profumi entro quelle casette! Ben pochi europei potrebbero resistere a quegli acuti odori di carne corrotta, d'olio rancido e di ammoniaca.

In fatto di pulizia, gli esquimesi lasciano molto a desiderare. Nascono e muoiono senza lavarsi una sola volta. Tutt'al più vengono lavati, quando sono piccini, dalla lingua della loro madre!

Brave madri del resto, che hanno molta cura dei loro piccini, che spingono la loro affezione fino a mangiare certi insetti che pullulano fra le arruffate capigliature di quei monelli ed a provvederli d'occhi di foca che divorano con grande appetito, convinti che la loro vista avrà molto da guadagnare.

Brave madri che spingono la loro affezione fino ad allattare i loro figli fino ai dodici e talvolta persino ai quindici anni!

Eppure questi esseri si reputano felici e sdegnano gli agi delle città europee.

Trasportati alcuni a Londra, incredibile a dirsi, deperirono a tale punto da doverli ricondurre fra i loro ghiacci per non vederli morire!