Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/187

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– Storia vera? – interruppe Torgrinsen, ammiccando gli occhi.

– Tutti i giornali della Norvegia e della Russia l'hanno riportata e un mio carissimo amico si trovava a bordo di quel legno.

– Come si chiamava?

– Otto Olsen, uno degli eroi di quel disgraziato equipaggio. Anche S. A. R. il Duca, che conosce tutte le storie polari, sono certo conosce la storia della Fraya.

– Udiamo!... Udiamo!... – esclamarono parecchi marinai che avevano fatto circolo attorno al nostromo.

– Il naufragio che sto per narrarvi, è avvenuto nel 1872, a non molte miglia da qui.

«La Fraya era una bella e solida nave da pesca, destinata alla caccia delle foche, delle morse e degli orsi bianchi, ed era comandata dal capitano Tobiesen, un nostro compatriota, vero marinaio, che aveva già fatto numerosi viaggi in questi paraggi.

«Partita verso la fine di maggio, aveva raggiunte felicemente le coste settentrionali della Nuova Zembla raccogliendo molte foche e molti trichechi, mammiferi che erano ancora numerosi in quell'epoca.

«Già ben carica di olio e di pelli, si disponeva a tornarsene in Norvegia, quando un brutto giorno si trova circondata dai ghiacci. Aveva banchi dinanzi, montagne di ghiaccio a babordo ed a tribordo e la costa a poppa.

«Tutti gli sforzi tentati dall'equipaggio riescono vani e la povera nave viene bloccata strettamente da tutte le parti e trascinata verso la costa.

«Come voi saprete, ordinariamente le navi da pesca non fanno grandi provviste, tornando in patria al principio dei primi freddi.

«Il capitano Tobiesen aveva fatto, per sua disgrazia, altrettanto, sicché quando si fece l'inventario dei viveri che erano ancora a bordo, si constatò che erano appena sufficienti per nutrire quattro uomini per tutta la durata dell'inverno.

«La situazione era terribile, poiché le coste della Nuova Zembla non potevano offrire che meschine risorse durante i freddi intensi della stagione invernale.

«Sulla Fraya vi erano undici persone, fra le quali il figlio del ca-