Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/188

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pitano. La morte dunque si presentava certa, non avendo che così poche provviste.

«Fu allora che il mio amico Olsen ed Enric Nielsen, due bravi marinai, si fecero innanzi dichiarando che non avrebbero mai acconsentito a privare il capitano e suo figlio dei pochi viveri che restavano a bordo e che avevano deciso di imbarcarsi su una scialuppa e di andare alla ventura.

«Gli altri, incoraggiati da quel nobile esempio, vollero condividere le peripezie a cui andavano incontro quei due bravi e risolsero di lasciare la nave per andare a cercare aiuto fra i samoiedi.

«Il luogotenente ed il cuoco rimasero col capitano, gli altri sette s'imbarcarono su una piccola scialuppa attrezzata a cutter, munita di traverse per poterla far scivolare sui ghiacci, presero pochi viveri e partirono seguendo le spiagge della Nuova Zembla.

«Oltre le poche provvigioni avevano preso anche due fucili con non molte cariche, un'ascia, una marmitta, un cannocchiale e una bussola.

«Avevano da percorrere la bagattella di trecento e più leghe, prima di toccare le coste russe e non avevano che quattordici biscotti, un po' di melazzo, del thè e poca carne d'orso bianco gelata.

«Pure partono fidenti nella loro buona stella, attraversano i banchi di ghiaccio, e trovato il mare libero gettano in acqua la loro scialuppa.

«Due giorni dopo quei disgraziati sono alle prese con la fame, ma non si arrestano. Erano entrati in un canale aperto fra la costa ed i banchi di ghiaccio, un canale che pareva non dovesse finire mai e dove non si vedevano né foche, né trichechi, né orsi bianchi. Perfino gli uccelli mancavano.

«Già si credevano votati alla più atroce fine, quando il marinaio Nielsen che interrogava l'orizzonte col cannocchiale, riuscì a scoprire un orso bianco.

«L'animale stava sdraiato su d'un banco di ghiaccio, presso un crepaccio e spiava la comparsa di qualche foca.

«Nielsen e Olsen sbarcano raccomandando ai compagni di non lasciare la scialuppa e s'avanzano fra i ghiacci per sorprendere quella preda che per loro rappresentava la salvezza.