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La «Stella Polare» 13


Parve che lassù, scrutando gli immensi ghiacciai ed i nevosi pianori della gelida Alaska, maturasse la spedizione polare. Infatti, qualche anno dopo, ecco l’intraprendente principe lasciare ancora una volta il bel cielo d’Italia per correre attraverso l’Inghilterra e la Svezia ad interrogare i più noti navigatori artici.

Un anno ancora, ed ecco il principe a Laurvik, a bordo della sua Stella Polare, pronto a sfidare, con serena tranquillità, le montagne di ghiaccio della regione artica ed a strappare, anche alle immacolate nevi del polo, i loro segreti.

Quanta ammirabile audacia e quanta fibra in così giovane principe della valorosa stirpe dei sabaudi duchi!...

Secondo di bordo della Stella Polare è Umberto Cagni, aiutante di S. A. R. il duca e figlio del compianto Generale, un uomo forte e dotto, che aveva già accompagnato il Duca nella spedizione dell’Alaska.

Astigiano di nascita, e oggidì capitano di corvetta, possiede tre qualità ammirabili per un esploratore, soprattutto polare: coraggio, sangue freddo ed una invidiabile fama come uomo di mare.

Terzo ufficiale il conte Querini Franco, di Venezia, un altro valoroso che si era già distinto nel 1897 a Candia, quand’era ufficiale di bandiera dell’ammiraglio Amoretti.

Si narra di lui, che alla Canea si guadagnò la medaglia al valore militare, affrontando, alla testa di un plotone di marinai della nostra corazzata Re Umberto e di un plotone di marinai russi, i gendarmi turchi che si erano ribellati uccidendo il loro colonnello.

Il contegno del Querini fu in quell’epoca così degno di lode, da affidargli difficili incarichi che seppe disimpegnare con molto tatto.

Il Querini non aveva che trent’anni, era di statura media, dall’apparenza gracile, ma di una forza a tutta prova e d’una cultura straordinaria.

Scienziato della spedizione: dottor Cavalli-Molinelli, d’anni 33, nato a Sale, presso Tortona, laureatosi nell’Università di Torino nel 1886, salvo errore, poi passato come sanitario nella Regia Marina.

Un vero scienziato, conoscitore profondo della fauna e della flora artica, uomo calmo, forte, robusto, già compagno del Duca in altre corse attraverso il mondo.