Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/32

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24 Capitolo terzo


Non sono trascorse poche ore che già arrivano i primi carri portanti l’ultimo carico della spedizione che si trovava già da alcune Cav. Umberto Cagni. settimane ammassato nei magazzini del Grand Hôtel.

Quel carico, venuto in gran parte d’Italia, si componeva di millecinquecento casse, contenenti ciascuna venticinque chilogrammi di roba.

S. A. R. il duca, aveva dedicato cure speciali al suo bagaglio, preoccupandosi anche delle cose più minute. Trattandosi d’intraprendere una spedizione pedestre attraverso i grandi banchi di ghiaccio, aveva soprattutto pensato al facile trasporto del suo voluminoso carico.

Le casse erano perciò state divise in quattro grandi riparti; viveri – vestiario ed equipaggiamento – istrumenti e materiale scientifico – cose utili ma non indispensabili. Conte Franco Querici (scomparso). Ciascun riparto era stato contraddistinto da un colore diverso; inoltre ogni cassa, sulle sei facciate, era stata segnata con parecchie iniziali corrispondenti agli oggetti che contenevano.

Le casse dei viveri ed accessori portavano una striscia nera e contenevano riso, paste di diverse qualità, per variare, più che era possibile, il menu, carne secca, carne in scatole, conserve, legumi, pesce secco ed affumicato, farine, zucchero, the, cioccolatte, caffè, gallette divise in duecento e ottanta scatole e oltre mille bottiglie di vino da bersi nelle feste e nelle grandi circostanze, dono, per la maggior parte, di S. M. la Regina d’Italia.