Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/55

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I giganti del mare 47

vano le numerose isolette del fjord di Ramso e le coste frastagliate di Meland.

A poppa S. A. R. il duca, seduto democraticamente su una scranna, chiacchierava col Cagni e col capitano Evensen, i quali facevano delle osservazioni astronomiche; a prora s’erano radunati i marinai norvegesi di quarto, mentre le guide alpine discutevano animosamente col bollente Cardenti, il quale parlava di corazzate mostruose, di cannoni da cento tonnellate e di granate, dando spiegazioni sulla Lepanto, sull’Italia, sul Ruggero di Lauria, le nostre più grandi navi da guerra.

Andresen, seduto su di un cumulo di cordami, fumava furiosamente la sua monumentale pipa. Pareva che volesse ispirarsi prima di narrare la meravigliosa storia del capitano Namdal.

La notizia che stava per raccontare una strepitosa caccia alle balene, s’era propagata rapidamente fra gli uomini di quarto e tutti erano accorsi, sapendolo buon parlatore.

I norvegesi, popolo marinaresco, ci tengono molto ai racconti avventurosi e alla sera si radunano volentieri per udire le meravigliose leggende delle loro Saghe o i drammi marittimi.

– Orsù, Andresen, mi pare che abbiate fumato abbastanza, – disse l’ingegnere di macchina, volgendosi verso il giovane mastro.

– La bottiglia di ginepro è pronta per bagnarvi l’ugola ed i sigari ve li ho già dati, – aggiunse il tenente Querini.

– Sì, avanti la storia, – dissero i marinai, che gli si erano seduti intorno.

– Tanto più che fra poco non avremo più il tempo di ascoltarvi, – disse Johan Johansen, il primo fuochista. – Fra un’ora tocca il quarto a me ed all’ingegnere.

– Ci sono, – cominciò Andresen. – L’istoria mi è stata raccontata da un mio parente e così dettagliatamente che non perderete nulla, nemmeno una sillaba. L’ho impressa qui nel mio cervello come se me l’avesse narrata ieri. Aprite gli orecchi e uditemi:

La Faldereid era salpata l’anno scorso, ai primi di maggio, da Trondhjem, al comando del capitano Namdal e con un equipaggio di ventidue uomini.

Era un bel brigantino di trecento tonnellate, costruito apposita-